L’Italpannelli va oltre l’incendio. "La nostra attività è già ripartita"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancarano (Teramo), 2 aprile 2016 – L’Italpannelli riparte dopo il rogo. Ieri mattina i cancelli della fabbrica si sono aperti per una cinquantina di operai, mentre gli impiegati hanno ricominciato a lavorare già da giovedì. A quattro giorni dal maxi incendio che ha distrutto 17mila metri di azienda, l’attività non si ferma, non si lecca le ferite, ma alza la testa con orgoglio.

«Non ci siamo mai fermati neanche di fronte all’inferno – è il commento a freddo del geometra Michele Liseno – ma abbiamo ripreso a pieno l’attività». Il geometra ci mostra con orgoglio i camion che carichi vanno e vengono dalla fabbrica, senza curarsi che a pochi metri c’è lo spettacolo spettrale del capannone andato distrutto completamente.

Un gruppo di impiegati è davanti la porta di ingresso dell’Italpannelli, senza mascherina, ostentano sicurezza e non sembrano affatto preoccupati. Chiediamo: ma non siete in ansia per le conseguenze del rogo? «Nell’aria non c’è diossina, non ci sono materiali tossici, non siamo preoccupati, altrimenti non saremmo qui senza mascherine».

L’attività è ripartita? «Il lavoro è ripartito, perché possiamo contare su lavoratori che hanno a cuore questa azienda – ci dice il geometra –, gli operai sono parte integrante di questa fabbrica, non nascondiamo che abbiamo accusato il colpo, attendiamo che l’area interessata dall’incendio venga dissequestrata, dopodiché procederemo alla bonifica per ricostruire la parte della fabbrica. L’Italpannelli è un’azienda robusta, che si regge sulla determinazione dei suoi imprenditori e la forza dei suoi operai, siamo tutti convinti che è già ripartita più forte e solida di prima».

Alle 14 suona la sirena di fine turno, iniziano ad uscire gli operai: «Siamo contenti – assicura qualcuno – che comunque l’incendio non ha pregiudicato l’attività della nostra azienda e che possiamo continuare a lavorare».

Intanto si attendono i risultati dei primi esami effettuati sui campioni prelevati da Arta e Istituto Zooprofilattico, ma anche dell’Arpam che sta lavorando sui territori marchigiani circostanti. L’enorme nube nera, prodotta dall’incendio si è spostata tutta verso l’entroterra, investendo i Comuni limitrofi. Intanto i sindaci di Castel di Lama, Appignano, Offida, Castorano, Castignano, Colli del Tronto e Spinetoli giovedì hanno chiesto formalmente all’Arpam che i loro comuni siano inclusi tra quelli da monitorare per capire se ci sono stati danni ambientali.

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