Lo sparatore disarmato dall’uomo che aveva un flirt con la moglie

Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Marina Palmense (Fermo), 20 agosto 2014 – SI TINGE ulteriormente di giallo la drammatica vicenda consumatasi domenica sera al camping Spinnaker di Marina Palmense. Nel momento in cui Roberto Paglia, l’operaio 49enne di Foligno ora in carcere, ha esploso i cinque colpi di pistola contro la moglie di 39 anni, Adela Micaela Balaie, c’era anche l’uomo con cui la donna sembra avesse intrecciato una relazione.

Sarebbe stato lui, secondo le testimonianze raccolte dai carabinieri, a disarmare Paglia e a colpirlo con il calcio dell’arma per neutralizzarlo. Ma allora la pistola che fine ha fatto, perché ancora non si trova? Prende sempre più corpo l’ipotesi che sia stata fatta scomparire per coprire qualcuno. C’è qualcosa però che non quadra: perché occultare l’arma? Una zona d’ombra della vicenda avvolta dal mistero e ancora tutta da chiarire. 

L’UNICA cosa certa e che i tre si sono incontrati in quel tranquillo vialetto del camping e che lì si è scatenata la furia omicida dell’operaio folignate. A raccontare cosa accaduto è un giovane di 35 anni, anche lui umbro, uno dei primi ad intervenire: «Sono tre notti che non dormo. Quello che ho visto non potrò mai dimenticarlo. Io ho la mia roulotte proprio accanto a quella di Paglia. Ero lì con i miei e ci stavamo preparando per la cena. 

DALLA mia veranda, che è proprio attaccata, ho visto Micaela seduta che stava facendo qualcosa al computer. Erano quasi le 21. E’ apparso Roberto e lei è scattata in piedi e mi è parsa molto sorpresa. Non c’è stata alcuna lite. Si sono guardati, poi lui l’ha presa per un braccio e sono entrati nella roulotte. Ad un certo punto abbiamo visto Micaela che stava uscendo dal finestrone grande della roulotte e poi correre lungo il vialetto interno. Roberto invece è uscito dalla veranda e gli è corso dietro. Le ha subito sparato. Lei è caduta e lui l’ha raggiunta e ha sparato ancora altri colpi quando ormai Micaela era a terra sanguinante. Noi lo abbiamo inseguito in tre o quattro e siamo riusciti ad afferrarlo e a bloccarlo. La pistola dopo la sparatoria è caduta a terra». Intanto restano gravi, ma stabili, le condizioni della donna. La 39enne è sveglia e collaborante, ma la prognosi rimane riservata. 



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