LUCA WARD, VITTORIA BELVEDERE MY FAIR LADY – 19 Ottobre 2013 Teatro Gentile –

IL BORGHIGIANO 2013

LUCA WARD, VITTORIA BELVEDERE
MY FAIR LADY
di Alan Jay Lerner e Frederic Loewe da Pigmalione di George Bernard Shaw
con Enrico Baroni e Giulio Farnese
scene Aldo De Lorenzo
luci Umile Vainieri
suono Luca Finotti
coreografie Roberto Croce
direzione musicale Emanuele Friello
regia Massimo Romeo PiparoMyFairLady1-FabioLovino

(Fonte AMAT MARCHE)

My Fair Lady, la favola della povera fioraia trasformata in principessa da un ostinato e burbero professore di fonetica, è uno dei classici più amati della storia del musical. Cultura e conoscenza della lingua sono strumenti per l’elevazione sociale e il fulcro narrativo: tema molto attuale in un momento storico come il nostro.
My fair lady deve la propria “immortalità” a se stesso. A ciò che racconta, a come lo traduce in emozioni, ai sorrisi che fa scaturire, alla universalità del suo linguaggio musicale. “Cosa c’è di più sublime che colmare il dislivello che separa classe da classe, anima da anima” così recita il professor Higgins, il “pigmalione” che affida al modo di parlare il passepartout per il riscatto sociale di una rozza fioraia. Già, il modo di parlare: anche questo è un tema che di giorno in giorno si fa sempre più attuale. La perdita delle proprie radici culturali, l’omologazione e la globalizzazione della società contemporanea hanno fatto svanire il rapporto tra l’essere umano e la propria cultura.
Ecco allora che My Fair Lady si impone come il sogno che non vuole svanire, come la favola possibile, rappresenta il lieto perdersi in una tempesta di sentimenti. La “fair lady” Eliza Doolittle è un po’ Cenerentola, un po’ Pretty Woman, Mary Poppins, un po’ Bella e un po’ Bestia, insomma è l’archetipo del riscatto, della rivincita, dell’affermazione, della trasformazione e così incarna il desiderio e il sogno di tutto l’universo femminile che simpaticamente partecipa sin dal primo momento alla sua avventura. Ma alla fine, e qui si impone in tutta la sua statura George Bernard Shaw ispiratore col suo Pigmalione della versione musicale, anche la chiave maschile della vicenda cede alla forza delle emozioni e dei sentimenti: soli non si è completi e anche un apparente “misogino e scapolo convinto” come il professor Higgins o il collega di “sventura” colonnello Pickering, o il cinico e spietato padre di Eliza, Alfred Doolittle, si trovano costretti a svestire la maschera della durezza e coprirsi con un velo di dolcezza. In un momento in cui sembra che il corto circuito dei rapporti umani abbia interrotto il passaggio di energia tra le persone, My Fair Lady si impone come un “generatore di corrente elettrica” che concede una bella “scossa” alla nostra anima.

 

 

FABRIANO Teatro Gentile sabato 19 ottobre 2013

Botteghino del teatro 07323644

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