Luigi Ubaldi, una vita trascorsa a lavorare faticosamente

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Urbania (Pesaro e Urbino), 8 gennaio 2015 – Luigi Ubaldi, mugnaio del Mulino dei Fangacci, compie 100 anni. Luigi è nato il 10 gennaio del 1915, nello stesso mulino, ed era il figlio del mugnaio Pasquale Ubaldi e di Maria Fiore, dove arrivarono giovanissimi nel 1907 dal mulino di Monastero, nel comune di Piandimeleto.

Alla nascita Luigi era già il terzo figlio della famiglia Ubaldi, ma, come spesso accadeva in quei tempi, conobbe appena i suoi giovani fratelli, scomparsi troppo presto a causa delle difficili condizioni di vita.

Infatti in questi piccoli opifici, disseminati nelle campagne, l’esistenza era molto dura e condizionata in modo determinante dall’acqua: quando questa era abbondante si macinava a oltranza, anche di notte; quando invece scarseggiava, o mancava per lungo tempo, il mugnaio e la sua famiglia dovevano dedicarsi ad altre occupazioni e prestare la propria opera nelle attività più disparate per arrotondare il bilancio, sfruttando il mulino solo per qualche sporadica macinazione a bottaccio (ovvero accumulando l’acqua in una riserva): in questa difficile situazione il Mulino dei Fangacci poteva solo macinare circa 50 kg di cereale.

D’estate per Luigi iniziava un periodo di lavori agricoli, in terreni propri o in altri presi in affitto, oppure prestando la propria opera nei poderi del vicinato per le fienagioni, le mietiture, le battiture. In questa stagione Luigi lavorava anche come facchino, per portare i pesanti sacchi di cereale nei depositi delle case coloniche, un lavoro a cui era avvezzo sin da giovane. Che non gli mancassero versatilità e inventiva, Luigi lo dimostrò anche nel 1928, acquistando uno svecciatoio col quale iniziò una piccola attività itinerante nei poderi del circondario per selezionare le sementi, prima delle semine autunnali. Una vita fin troppo faticosa, che gli lasciava ben poco tempo per mantenere efficiente il suo piccolo mulino, tanto che di solito i lavori di manutenzione della chiusa, della gora, del bottaccio o le riparazioni delle saracinesche e dei palmenti li lasciava per i giorni festivi.

Tra questi lavori la battitura delle macine era tecnicamente la più difficile; era un’operazione che andava ripetuta mensilmente e Luigi era talmente bravo nell’eseguirla che lo chiamavano anche in altri mulini del territorio. Solo la guerra lo portò lontano dai suoi luoghi e al suo ritorno, dopo essersi sposato nel 1945 con Domenica Falasconi continuò per qualche tempo questa esistenza difficile, che solo nel 1950 rese stabile, con la sua assunzione nel Nuovo Mulino Elettrico di Urbania.

Qui vi lavorò per 26 anni, fino al 1976, anno del suo pensionamento, riuscendo comunque fino ai primi anni Ottanta a mantenere ancora vitale il Mulino dei Fangacci, che poi lasciò di lì a poco, per trasferirsi nella vicina frazione di San Silvestro, dove oggi vive felice in compagnia di Domenica e con l’affetto della sua famiglia. Tanti auguri Luigi.



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