L’ultima di De Vivo in tribunale. "Il sequestro? Ero da mia zia"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche, 13 marzo 2015 - «ERO DA MIA ZIA». Così si è giustificato Livio De Vivo, consigliere comunale, accusato per simulazione indagato dopo che, nel settembre 2012, sostenne di essere stato sequestrato per due giorni da una banda di malviventi. Ieri l’ex esponente di Uniti per cambiare, ora indipendente dopo una serie di dissapori con la maggioranza e con il sindaco Tommaso Corvatta, è stato sentito in tribunale nel processo che lo vede imputato.

RISPONDENDO alle domande del pubblico ministero (avvocato Lorenzo Pacini) De Vivo ha detto di aver deciso di prendersi un paio di giorni: «Sono giovane, volevo starmene un po’ per conto mio». Così si era allontanato da casa. Ma al rientro, aveva visto sui giornali e sui social network l’allarme lanciato per questo suo momentaneo allontanamento, e si era preoccupato.

Così, sebbene a suo dire fosse semplicemente stato a trovare una parente a Porto San Giorgio, una zia, aveva pensato che fosse più opportuno inventare una storia che lo vedeva non protagonista, ma vittima: un rapimento da parte di due albanesi, che lo avevano picchiato e costretto a portarli prima a Pian di Pieca e da lì, dopo uno scambio presumibilmente di droga, a Pescara, dove lo avrebbero rinchiuso in un appartamento senza cibo né acqua; dopo due giorni, gli albanesi lo avevano rimesso al volante, si erano fatti portare a Campiglione di Fermo e lì erano scesi, minacciandolo affinché non denunciasse nulla. Ma la polizia non ci aveva messo molto a capire che era tutta una bufala, come ieri ha dovuto ammettere lo stesso De Vivo.

SULLA SUA giustificazione data ieri in aula non sono stati fatti approfondimenti, anche perché la polizia ha già ricostruito dove fosse andato De Vivo in quei due giorni di settembre. Dopo di lui, è stata sentita la madre, che però non era stata informata delle azioni del figlio. Il presidente della sezione penale Claudio Bonifazi ha dunque rinviato il processo al 3 dicembre per completare l’istruttoria e per la sentenza. De Vivo è difeso dall’avvocato Roberto Berardinelli. Per l’accusa di simulazione di reato, il consigliere comunale rischia la condanna da uno a tre anni di reclusione.

 



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