L’ultimo atto del Burchio

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 10 aprile 2016 – La sentenza del Consiglio di Stato sul progetto del resort del Burchio è chiarissima. «Nell’approvare la variante poi annullata in autotutela – scrivono i giudici della quarta sezione – il Comune ha considerato una serie di importanti vantaggi che sarebbero potuti derivare dall’operazione (potenziamento dell’offerta turistica, positiva ricaduta occupazionale, avvio di interventi di urbanizzazione primaria), ma ha del tutto omesso di considerare il gravissimo, negativo impatto che l’opera avrebbe avuto sul delicato equilibrio del proprio territorio». Dunque «il Comune ha esercitato male la propria pur ampia discrezionalità in materia urbanistica e ha adottato una delibera illegittima». Registriamo e mettiamo a verbale, dando atto al commissario prefettizio Mauro Passerotti – che ha impugnato la sentenza del Tar, avallando dunque l’annullamento in autotutela della variante voluto dalla Giunta Montali – di avere gestito la situazione in maniera equilibrata e legittima, senza imbarcare il Comune in avventure spericolate. Resta aperto il capitolo del risarcimento – del «danno emergente, escluse le spese sostenute prima della stipula dell’accordo procedimentale» – alla Coneroblu, che Passerotti ha assicurato di voler chiudere prima della fine del mandato commissariale.

Speriamo ci riesca, anche per non lasciarlo in pasto a una campagna elettorale già avvelenata di per sé. Perché al di là di come la si potesse pensare sul progetto, l’operazione Burchio decollata in un colpo d’ali per volere della Giunta Ubaldi in un Consiglio comunale di tre anni fa (il 30 dicembre), a pochi mesi dal voto, è fallita anche per la fretta e la mancanza di condivisione con la cittadinanza. È vero: sono gli amministratori che fanno le scelte, stanno lì apposta, ma ciò non significa che non debbano renderne conto a chi vota. 

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