Lutto per i due fratelli Mattei assassinati in una cava di marmo a Frosinone

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Acquasanta (Ascoli), 9 novembre 2014 – Sono due fratelli di origine acquasantana le vittime della sparatoria avvenuta nella notte fra giovedì e venerdì a Frosinone. La notizia del duplice omicidio, avvenuto in Ciociaria, a Coreno Ausonio, nel Frusinate, all’interno della cava di marmo Gpr Tirreno Marmi, nel piccolo comune vicino a Cassino ha sconvolto il paese dell’Ascolano. Le vittime, infatti, i fratelli Giuseppe e Amilcare Mattei, rispettivamente di 63 e 73 anni, erano molto conosciute nel piccolo borgo montano di Acquasanta, paese di origine della famiglia.

La notizia della loro morte si è diffusa in breve tempo in paese e ha scosso le persone a loro più vicine e rattristato l’intera comunità colpita dalla brutale aggressione. «Non dovevano morire così - è il commento che si rincorre nei bar e tra la gente -, sono stati massacrati. Hanno dato l’anima per per realizzare il loro sogno, il padre era un operaio delle cave e pian piano si è guadagnato quella posizione, erano proprietari della cava estrattiva, non meritavano di finire così». In paese tutti parlano dei fratelli, Mattei, la signora Francellucci li ricorda molto bene: «La notizia della morte dei fratelli Mattei ha scosso profondamente il paese, in particolare la frazione di Centrale, dove vivono i parenti, che sono subito partiti alla volta di Frosinone. La famiglia era stimata e rispettata, abbiamo un bel ricordo di loro, gente laboriosa che ha faticato tutta la vita. Avevano ancora forti legami con la nostra terra, spesso tornavano in vacanza».

Il papà dei due uomni assassinati, Arturo, aveva lavorato nelle cave di Acquasanta e quarantacinque anni fa, aveva deciso di abbandonare il paese, che aveva dato i natali anche ai figli, in cerca di fortuna. La fortuna arriva, proprio in Ciociaria, dove la famiglia si stabilisce e riesce a mettere su un’attività redditizia, inizia l’escalation positiva che, purtroppo si interrompe venerdì scorso con il terribile epilogo. La cava estrattiva dei fratelli Mattei da decenni operava nei settori dell’estrazione e della lavorazione dei materiale lapidei e nella produzione del marmocemento. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, che indagano, il fatto sarebbe da ricondurre a vecchi dissapori tra le due famiglie e la sparatoria sarebbe stata provocata da un tentativo di furto di gasolio all’interno della cava. I Mattei sono stati freddati da colpi esplosi da più persone. Sembra che i fratelli avessero sorpreso all’interno della cava una banda di ladri. Uno di loro, della provincia di Caserta, è rimasto ferito gravemente. Ma saranno le forze dell’ordine a ricostruire meglio la giusta dinamica del duplice omicidio. Sul posto, dove sono state trovate anche due pistole, sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Pontecorvo e del comando provinciale di Frosinone. Le indagini sono coordinate dalla procura di Cassino.



 

Precedente Hacker dirotta gli ordini di un'azienda: è un ex dipendente Successivo In un anno 300 attacchi nelle Marche