Ma così perde tutta la città

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Ancona, 9 novembre 2014 - All’inizio fu la pace, poi si scatenò la guerra. Istituzionale e personale. L’arrivo del soprintendente Gizzi aprì uno squarcio tra le nuovole nere che incombevano su corso Mazzini e quei quattro tavolini con tanto di ombrelloni accusati, apriti cielo, di oscurare quella fontana delle Tredici Cannelle diventata ormai celebre come quella di Trevi. Rispetto al suo predecessore, il buon Cozzolino, Gizzi, forse preoccupato dall’aurea di Lady di ferro che aleggia sul sindaco e per quel suo slogan elettorale ‘Dehors tutto l’anno’, concesse la grazia: che gazebo sia.

Poi, però, qualcosa si è rotto e, anche se entrambi non ce la raccontano fino in fondo, non crediamo sia il coltello usato per tagliare la porchetta sulla fontana durante la Notte Bianca (ma si può?). Dietrofront, anche se al soprintendente questa parola non piace: via tutto, con buona pace degli anconetani e dei turisti che pretendono di mangiare all’aperto in una città di mare, ma anche di quei ragazzi che con una firma su un atto istituzionale hanno perso il lavoro.

Punto? No. Perché da quel giorno è partita una raffica di accuse e veleni tra Comune e Soprintendenza che hanno sfiorato l’insulto e hanno portato alla tragicomica contraddizione di vederli seduti allo stesso tavolo per trovare una soluzione. Che, ma guarda un po’, non c’è stata. Anzi, ha regalato alla telenovela il colpo di scena che non t’aspetti neanche dalle sceneggiature più fantasiose: «Per il sindaco-avvocato c’è conflitto d’interesse», ha tuonato il soprintendente-architetto dopo aver ricevuto la delegazione comunale che proprio quel giorno si presentava col nuovo assessore al Commercio speranzoso di portare a casa il suo primo risultato. Già, il risultato. Qual è il risultato di tutta questa triste storia? Non è uno, ma due: il buon senso calpestato e la città sconfitta.



 

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