Maceratese, Bucchi chiama a raccolta la città: «Sosteneteci, faremo grandi cose»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Macerata, 22 novembre 2015 – «Sarebbe un mio grande desiderio quello di vedere un coinvolgimento ancora maggiore della città che non sempre risponde con l’entusiasmo dovuto ad una squadra che, in poco tempo, è riuscita dove altre, con budget ben più importanti, non riescono». Così Cristian Bucchi, allenatore della Maceratese, all’indomani dello sfogo dopo la partita con L’Aquila. «Mi aspettavo molta più gente allo stadio – aveva detto il mister biancorosso –. Attorno alla squadra c’è un clima freddo». Il giorno dopo, Bucchi torna sul tema. «Vorrei precisare – si legge in una nota – alcuni aspetti delle mie dichiarazioni rilasciate a caldo nel post-partita contro il L’Aquila che non sono state interpretate correttamente. Innanzitutto grazie, da parte mia e a nome di tutti i ragazzi, a tutti i tifosi e a chi settimanalmente ci sostiene allo stadio, a chi, ogni volta, fa grandi sacrifici per seguirci anche in trasferta. A tutti voi voglio ricordare che il vostro calore rappresenta per noi una spinta insostituibile. Mi ritengo un professionista molto esigente nei confronti dei miei giocatori, dei miei collaboratori, di me stesso e magari anche dell’ambiente nel quale lavoro e verso il quale nutro un grande affetto».

«Proprio per questo, ed in considerazione della stagione che stiamo fin qui, disputando che ritengo eccellente per i risultati ottenuti e per la dedizione assoluta di tutti i tesserati della Maceratese, sarebbe un mio grande desiderio quello di vedere un coinvolgimento ancora maggiore della città che non sempre risponde con l’entusiasmo dovuto ad una squadra che, in poco tempo, è riuscita dove altre, con budget ben più importanti, non riescono. Dico questo anche per gratificare una società che sta facendo enormi sforzi per sostenere una categoria importante per Macerata. Sono io a pretendere il massimo dai miei giocatori ed il primo ad arrabbiarmi anche quando dei semplici dettagli in allenamento ed in partita non sono curati a dovere ma credo che un processo di crescita di tutto l’ambiente passi anche attraverso una partecipazione massiccia ed ancora più convinta della città, nonostante le difficoltà di una serie di normative che, di certo, non facilitano l’afflusso sugli spalti. Se il mio rapporto con la Maceratese fosse di natura esclusivamente professionale, non sarei intervenuto in modo così deciso: in fondo stiamo andando al di là delle più rosee aspettative della vigilia. Non abbiamo nessun motivo per avvilirci anzi, sono convinto che ci siano grandi potenzialità in tutto l’ambiente e proprio per questo invito a sostenerci anche coloro che magari hanno ancora delle riserve o delle perplessità. Il calcio è fatto di tanti momenti, se tutti, squadra, tifosi, società, l’intera città riescono a vivere vittorie, sconfitte e pareggi, senza drammi o eccessivi entusiasmi, si possono davvero fare grandi cose insieme».

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