Maestra rimproverata in mensa, il caso approda in consiglio comunale

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Senigallia, 25 gennaio 2015 – Finisce in consiglio comunale il caso dell’insegnante di sostegno che, come riferito dal Carlino, era stata ripresa per aver mangiato alcune fette di pane mentre assisteva alla mensa un bambino con difficoltà. Una questione comune ad altri insegnanti di sostegno ed operatori di cooperative ai quali non viene erogato il pasto gratuito nel caso lavorino durante l’orario di refezione.

Il consigliere comunale del Coordinamento civico, Roberto Paradisi ha presentato infatti un’interrogazione al sindaco Maurizio Mangialardi e all’Amministrazione comunale. “Il Resto del Carlino – afferma Paradisi – ha riportato la notizia di una insegnante di sostegno “ripresa” dal personale mensa del Comune durante l’orario del pasto per aver mangiato una fetta di pane; al di là del fatto stigmatizzabile del personale addetto alla refezione scolastica – su cui però non si possono scaricare le responsabilità non proprie ottemperando lo stesso alle inaccettabili imposizioni che arrivano dallo stesso Comune – ciò che è grave è la mancata erogazione di un servizio essenziale agli insegnanti. A questi viene infatti negato, nel pieno esercizio delle proprie funzioni, la consumazione del pasto in violazione, peraltro, in violazione sia della normativa nazionale, sia del Contratto collettivo nazionale della scuola.

Il consigliere fa presente che il pasto è invece garantito ai dirigenti del Comune. “Dirigenti – sostiene ancora Paradisi – che percepiscono stipendi e indennità da capogiro, alcuni anche oltre 120 mila euro all’anno, e che sono liberi di recarsi abitualmente non in una mensa scolastica, ma al ristorante. In particolare, mentre ad un insegnante di sostegno che guadagna sei, sette volte di meno di un dirigente comunale, viene negato un pasto frugale in mensa scolastica, ai dirigenti del Comune viene garantito il pasto al ristorante all’incredibile prezzo di 3,20 euro comprensivo di primo, secondo, contorno e bevuta. Il resto del conto viene fatto pagare ai cittadini senigalliesi”. Paradisi chiede quindi se sia intenzione dell’ Amministrazione comunale, di comune accordo con i dirigenti stessi, eliminare il benefit dirigenziale del pasto pagato al ristorante dai cittadini. “Al tempo stesso – conclude l’esponente del Coordinamento civico – se è intenzione dell’Amministrazione provvedere al più presto a sanare l’illegittima scelta di non erogare il pasto agli insegnanti a cui viene attualmente negato ponendo fine ad una questione certamente poco edificante”.



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