Malato di epatite dopo la trasfusione. «La Regione non paga l’indennizzo»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 8 aprile 2015 – Da quattro mesi i soldi per il vitalizio, maturato a ragione dopo lo scandalo del ‘sangue infetto’ di tanti anni fa, non arrivano: pensionato maceratese infettato dopo una trasfusione in allarme per i mancati pagamenti.

Uno scandalo che, all’epoca dell’arresto di Duilio Poggiolini, provocò enorme scalpore. Per una volta il termine vitalizio non è collegato ai benefit dei politici che così tanto fanno arrabbiare l’opinione pubblica, ma collegato ad una situazione paradossale.

Protagonista e vittima doppia è Antonio Lautizi, ex impiegato maceratese di 75 anni.

Lui, assieme ad altri connazionali, trent’anni fa è rimasto vittima di un danno incredibile: durante una semplice trasfusione di sangue, nel 1985, Lautizi ha contratto l’epatite C. Da anni il pensionato riceve un indennizzo (tecnicamente vitalizio appunto) da parte dello Stato che, da qualche anno, è stato delegato alla Regione.

Pagamenti sempre più complicati: «Prima – racconta Antonio Lautizi – i soldi arrivavano ogni mese, da quando il pagamento è passato alla Regione le cose sono più complicate. Paradossalmente il Ministero della Salute era più rapido dell’assessorato alla Sanità. I pagamenti sono diventati bimestrali, ma adesso sono quattro mesi che non arriva nulla. Non giungo a dire di essere preoccupato, sono sicuro che quel soldi arriveranno prima o poi, ma se andiamo avanti di questo passo, c’è la possibilità che i pagamenti divengano sempre più dilatati».

Fino a pochi anni fa ogni mese lo Stato consegnava una cifra pari a 550 euro mensili al signor Lautizi per ripagarlo del danno subìto in una struttura pubblica. Oggi l’assegno, rivalutato in base agli aggiornamenti Istat, è salito a quasi 700 euro. Una cosa è certa, nessuna cifra potrà ripagare il pensionato maceratese per il danno subìto.

«In un primo momento non si era capita quale fosse stata l’origine del problema – racconta Lautizi –. Avevo quasi quarant’anni e mi ero sottoposto ad una banale trasfusione, da cui contrassi l’epatite C. Una malattia pressoché incurabile, nel senso che difficilmente si riesce a debellare, ma solo convinvere. Esiste un farmaco eccezionale, in grado di combattere le alterazioni dei valori epatici, ma costosissimo. Da allora ho convissuto con la malattia, assumendo costantemente farmaci, ma per fortuna non è stata una malattia invalidante».



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