Malattie infettive, solo sei posti letto. “E anche il morbillo diventa epidemia”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Macerata, 24 ottobre 2014 – «Sei posti letto soltanto. Così la Regione ha decretato la morte del reparto di malattie infettive di Macerata». Parla Sistino Tamagnini, sindacalista Cisl, della riorganizzazione di un settore che sta particolarmente soffrendo la politica regionale dei tagli. A malattie infettive, infatti, i posti letto sono stati ridotti a giugno da 20 a 6. Ma non è tutto.

«L’accorpamento dei tre reparti di malattie infettive, neurologia e nefrologia – ha continuato Tamagnini – rende quei 6 posti letto non solo inutili, ma anche pericolosi e dannosi, perché bisogna attraversare gli spazi che possono essere infetti, con il rischio di contagio». Uno dei problemi principali riguarda proprio l’eliminazione della filtrazione dell’aria, che permetteva di evitare la trasmissione di malattie attraverso la regolazione del flusso d’aria in uscita. Ma Alessandro Chiodera, primario del reparto in questione, assicura che ora viene ricoverato solo chi ha una malattia non trasmissibile per via respiratoria. «Dunque, non più tubercolosi, né morbillo, né varicella – ha specificato Chiodera -, mentre continueremo a curare epatite, Aids, diarrea e le infezioni ospedaliere. Queste ultime non sono poche, si stanno moltiplicando i casi in cui i batteri resistono agli antibiotici, come nelle infezioni urinarie, di protesi, endocarditi e via dicendo. Al reparto vecchio, però, eravamo in grado di curare tutte le malattie contagiose. Inoltre, lì c’erano quattro stanze con pressione negativa o positiva. Qui, neanche una».

Il primario ha messo l’accento sugli ultimi fatti: «C’è stata un’epidemia di morbillo il mese scorso al Pronto soccorso – ha detto -, i pazienti si sono infettati l’un l’altro semplicemente stando lì. Poi, continuano a telefonare al nostro reparto per ricoverare le tubercolosi, ma spesso non c’è posto. È chiaramente un grosso disagio». E Chiodera ha fatto il punto anche sulla situazione generale: «La Regione ha deciso che, in caso d’emergenza ebola, si vada a Torrette. Ad Ascoli, intanto, il reparto malattie infettive non esiste più, mentre a Macerata l’hanno ridotto così».

C’è poi il discorso meningiti, da non sottovalutare: «Le possiamo curare – ha continuato – ma sarà un problema trovare il posto per tutti. Se non fosse possibile, il paziente deve recarsi a Fermo, o Ancona, o Pesaro. Questa è la conseguenza della ristrutturazione dei reparti ospedalieri». Una riorganizzazione che prevede anche il personale infermieristico in comune tra più sezioni a causa dell’accorpamento, un fatto che, se da Chiodera viene definito «un vantaggio economico», per Tamagnini crea «un’assistenza di basso livello, una gran confusione e aumenta la mobilità passiva. Abbiamo fatto un incontro il 13 ottobre con la Direzione dell’Area Vasta – ha precisato il sindacalista –, chiedendo di informarci sul nuovo crono-programma. Devono dirci cosa intendono fare, perché ci sono state sorprese amare, nonostante quanto scritto e condiviso nel piano del 2012 tra Cgil, Cisl, Uil, Associazioni di categoria e parte pubblica, documento che non può essere ignorato. Chiediamo tempi brevi, è ora di scoprire le carte. È vero che la Regione ha imposto dei tagli, ma non ha detto di fare una catasta di roba, e poi come viene viene. Mi riferisco anche all’accorpamento di oculistica, otorino e ortopedia – la conclusione di Tamagnini –. Qui è in gioco la salute dei cittadini».



 

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