Malore in parrocchia: muore sacerdote. Addio a padre Ilarino Carosi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Jesi (Ancona), 13 settembre 2014 – MALORE nel suo ufficio in parrocchia, non ce l’ha fatta padre Ilarino Carosi, 75 anni, dal 2007 alla guida della parrocchia San Pietro Martire. Ieri pomeriggio il frate amatissimo dai giovani, come ogni giorno svolgeva le sue attività quotidiane in parrocchia. Lo avevano visto girare appena un minuto prima dell’amara scoperta, in chiesa. A ritrovarlo, a terra, nel suo ufficio, apparentemente esanime una signora che frequenta la parrocchia. Immediato è scattato l’allarme al 118 che, subìto sul posto, ha tentato di rianimarlo, invano purtroppo.

APPARTENENTE all’ordine dei frati cappuccini, padre Ilarino Carosi era originario di Castignano (Ascoli). Da circa sette guidava la parrocchia di San Pietro Martire dopo aver lasciato Offida (Convento dei Frati Cappuccini, Santuario del Beato Bernardo) che conservava nel cuore e ricordava sempre con grande affetto. Qui, dopo il trasferimento a Jesi, gli offidiani, con un documento ufficiale avevano persino scritto al Papa per farlo tornare. I fedeli avevano visto nel suo trasferimento a Jesi la perdita di una figura di riferimento, una guida forte e sicura. Che la comunità jesina ha ritrovato, affezionandosi subito.

Venti anni di servizio ai fedeli, ai malati e alle famiglie, seguendo la regola e forma di vita del Beato Bernardo, secondo l’esempio di San Francesco, poi il trasferimento al Santuario della Madonna dell’Ambro. Ha guidato quelle comunità, come quella jesina con entusiasmo, catturando l’attenzione dei tanti giovani che frequentano la parrocchia e il campetto.

Seguiva anche i ragazzi del calcio dell’oratorio di Loreto. Organizzava iniziative di beneficenza, partite di calcio con i suoi ragazzi a cui dispensava consigli da padre e amico. A Jesi padre Ilarino che lascia un fratello, aveva fondato il centro di ascolto Caritas e seguiva con grande dedizione i bambini bielorussi che trascorrono le vacanze qui lontani dall’incubo di Cernobyl. Per loro attivava amici, imprese e aiuti. A luglio scorso con la parrocchia aveva organizzato il soggiorno per loro, così come seguiva gli Scout e il catechismo. Chi l’ha conosciuto lo amava come un padre, un fratello, un amico fidato cui rivolgersi ogni momento, aveva sempre una parola di grande conforto. Allestita ieri sera la camera ardente, nella sua parrocchia, proprio dove i funerali si terranno domenica pomeriggio alle 15,30. A celebrarli potrebbe essere il vescovo Don Gerardo Rocconi.

 



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