Marche flagellate dal maltempo. Danni e caos nell’Anconetano. Genga esonda il fiume Esino

Il borghigiano autunno

Valanga d'acqua

DAL POSTICIPO d’estate all’anticipo d’inverno. Tutto in due giorni. Dalle temperature miti della settimana scorsa con gente che faceva ancora il bagno a Portonovo ad una bufera spaventosa che ha messo in ginocchio l’intero territorio provinciale anconetano. Ma sono tutte le Marche ad essere in ginocchio. Da nord a sud una raffica di danni e disagi provocati soprattutto dal vento forte che in alcuni momenti ha sputato folate fino a sfiorare i 100 km/h. Vento, ma anche tanta pioggia, un connubio devastante.
SFERZATA la costa adriatica con onde altissime a causa del moto ondoso. Tra Falconara e Montemarciano l’acqua del mare ha invaso il terreno finendo sulla strada e interessando i binari. Problemi pure a Numana. Arenili mangiati, ondate lungo il tratto ferroviario, al punto da dover interrompere e rallentare poi la circolazione dei convogli, anche a causa dei black-out elettrici. La linea Ancona-Rimini ha subìto fortissimi rallentamenti, i ritardi si sono accumulati e a poco sono valsi gli sforzi del personale di Trenitalia per limitare i disagi. Il vento non ha consentito l’atterraggio di alcuni voli diretti all’aeroporto di Falconara, dirottati in altri scali. Bloccati i collegamenti marittimi dal porto di Ancona, del resto sarebbe stata una pazzia mettersi in mare con simili condizioni. Il porto è stato chiuso e due traghetti diretti ad Ancona dalla Grecia e uno da Trieste verso il capoluogo dorico sono stati fermati. Il maltempo ha provocato una serie di incidenti lungo l’autostrada, in particolare una cisterna che si è ribaltata. Code infinite, mentre la polizia stradale ha vietato fino a data da destinarsi la circolazione dei telonati lungo la A/14.
SE LA COSTA adriatica ha vissuto momenti di ansia, per le zone interne le cose non sono andate meglio. I fiume Esino è esondato nel fabrianese, a Genga, costringendo i funzionari dell’Anas a chiudere la circolazione lungo la statale 76, snodo viario principale. Allagamenti hanno interessato alcuni stabilimenti industriali, dalla Elica alla Merloni Termosanitari di Pianello di Genga. A Jesi un albero è caduto all’ingresso dell’ospedale civile sfiorando alcuni passanti. Ad Ancona gli alberi caduti hanno distrutto un autobus, diverse auto, mentre due persiane sono volate a terra dai piani nel pieno centro cittadino senza per fortuna colpire nessuno.
Massima allerta della Regione per
l’ondata di maltempo che sta colpendo tutte le Marche. Il presidente Gian Mario Spacca si è mantenuto in continuo contatto con il capo della Protezione civile Roberto Oreficini per un costante aggiornamento della situazione.

p. cu. (IL RESTO DEL CARLINO)

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