Marche, le più povere del centro Italia

carrello spesa

IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG – LA STATISTICA Una famiglia su dieci vive con meno di mille euro al mese: le Marche si scoprono in coda alla graduatoria del benessere. Quasi 41mila le famiglie marchigiane, oltre 114mila persone, secondo i dati Istat relativi ai redditi 2014, vivono al di sotto della soglia della povertà. Il quadro è comunque in miglioramento rispetto a due anni fa: nel 2014 le famiglie considerate povere dall’Istat erano il 9,9% del totale, contro il 10% del 2013 e il 13,3% del 2012. Secondo l’Istat, è considerata in condizione di povertà la famiglia composta da due persone con una spesa media mensile inferiore ai 1.041 euro, 1.385 euro per le famiglie con tre componenti, mentre per i single la soglia della povertà è di 625 euro. Il dato delle Marche è il peggiore del centro Italia, dietro a Umbria (8% di famiglie povere), Lazio (5,8%) e Toscana (5,1%), sotto la media delle regioni del centro (6,3%), meglio solo delle regioni del sud, dove la povertà tocca il 26,9% in Calabria. La fotografia viene commentata con preoccupazione da Cna e Confartigianato. «Ancora troppi quelli che faticano ad arrivare alla fine del mese» commenta il presidente Cna Marche Gino Sabatini, anche se nota che «per la prima volta dall’inizio della crisi le famiglie marchigiane in condizioni di povertà scendono sotto la soglia del 10%». «Negli ultimi due anni – continua Sabatini – si è fermata la corsa all’impoverimento ma la situazione è ancora instabile. Per aiutare le famiglie bisogna rilanciare l’occupazione, aiutando le piccole e medie imprese a investire e creare posti di lavoro. Inoltre vanno rilanciati i consumi riducendo le tasse su famiglie e imprese». Ricetta condivisa da Cgia. «Per evitare che in futuro molti altri nuovi poveri si aggiungano – dicono Salvatore Fortuna e Giorgio Cippitelli, presidente e segretario Cgia Marche – serve affrontare una priorità mixata di tre leve: abbassamento della pressione fiscale sulle imprese, redistribuzione a famiglie e imprese soprattutto legate all’economia reale e territoriale, riorientamento tecnico dei giovani in cerca di occupazione e disoccupati». Emanuele Garofalo Il Messaggero

Precedente Fabriano - ‘Sì’ a denti stretti di operai e impiegati al nuovo piano industriale di Whirlpool Successivo Fabriano - La movida si scatena soltanto nel weekend