Marciapiedi usati come ciclabili. Insulti e minacce lungo il corso

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche, 6 giugno 2015 - LUNGO i marciapiedi della città succede di tutto. Cammini tranquillo, magari spingendo un bebè in carrozzina e da dietro giunge l’invito del ciclista a fare strada. Qualcuno lo fa mettendo mano al campanellino, altri (pochi) lo chiedono delicatamente scusandosi per il disturbo.

Che però si arrivi a minacciare il povero pedone quando ha qualche piccola reazione dinanzi a episodi più rischiosi, questo appare decisamente troppo. È successo l’altro giorno attorno alle 11, in corso Umberto. Un civitanovese, G. V. le sue iniziali, camminava tranquillamente, direzione piazza XX Settembre, quando un uomo, in sella a una bici elettrica e ad andatura piuttosto svelta, per poco non lo mette sotto. Il nostro ha una istintiva reazione: «Ma che fai? Stai attento!». Non l’avesse mai fatto! Il ciclista, di marcato accento meridionale, si ferma e con fare minaccioso comincia ad apostrofarlo in malo modo aggredendolo verbalmente: «Io faccio quello che mi pare e tu non rompere! Cammino dove voglio e se non ti sta bene, chiama chi vuoi, che a me non importa niente!».

E giù frasi di questo genere, ampiamente censurate rispetto al vero linguaggio usato. G. V. ha prudentemente preferito allontanarsi dall’irascibile ciclista, impiantato lì sempre con atteggiamento di sfida. In molti hanno assistito alla scena, commercianti e pedoni, ammutoliti, e la cosa è comprensibile. L’altra mattina s’è passato decisamente il segno, ma che i marciapiedi della città siano quotidianamente terra di conquista per tutti è arcinoto e le tante segnalazioni e proteste sin qui non sono servite a niente. Non sono mancati, in passato, gli investimenti.

Addirittura, sul lungomare sud, c’è chi lo preferisce alla ciclabile che passa a fianco. Un costume consolidato, il miglior modo per eludere i pericoli del traffico urbano, ma anche segno di totale incuranza verso il pedone e minaccia per la sicurezza. Atteggiamenti impuniti, con i vigili urbani che trovano più comodo sanzionare le auto in sosta vietata, come sono impunite altre infrazioni anch’esse frequenti: pedoni che ignorano pericolosamente l’alt dinanzi al semaforo, cani a spasso senza museruola e liberi di farla dove vogliono, furgoni che parcheggiano per comodità fra strada e marciapiedi se non c’è uno stallo libero lì accanto, ed altro ancora. Storie vecchie ma sempre di moda. La tolleranza va bene, ma c’è una misura in tutte le cose. O no?

 



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