Mareggiata piccola, sacchi poco resistenti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Porto Sant’Elpidio (Fermo), 25 ottobre 2014 – Non è stata neanche tanto potente la mareggiata che l’altra notte ha sferzato il lungomare elpidiense eppure i grossi sacchi pieni di sabbia, che sono stati collocati a ridosso degli stabilimenti balneari, hanno ‘faticato’ a contenere la violenza delle onde che, in alcuni tratti, hanno facilmente bypassato l’ostacolo, facendo sì che l’acqua marina penetrasse la barriera.

In altri punti, il movimento ondoso ha portato della sabbia a riva in quantità tale che ha finito per coprire quasi del tutto i sacchi e, anche in questo frangente, vanificandone l’effetto. Fortuna che, laddove questo è accaduto, l’acqua si è impantanata appena dietro i sacchi e lì è rimasta. Infine, non sono mancati casi in cui i sacchi si sono rotti e, di conseguenza, svuotati, per cui la barriera artificiale è stata spezzata, consentendo all’acqua del mare di andare oltre, vicino agli chalet.

Diverse casistiche che hanno provocato le medesime preoccupazione negli esercenti balneari. Il timore è che, quando arriveranno le mareggiate più violente, lo stratagemma dei sacchi di sabbia possa non funzionare a sufficienza e che, perciò, gli stabilimenti possano essere ancora minacciati dalla potenza del mare. Vero è che, in diversi tratti, soprattutto in quelli in cui i sacchi sono stati appoggiati sullo scalone formato dall’erosione (e dunque rialzati rispetto al livello del mare) i moti ondosi non hanno avuto alcun effetto, le onde si sono infrante contro la barriera, perdendo la loro forza e ritirandosi.

I continui allerta meteo che si stanno susseguendo in questi giorni, non contribuiscono a far dormire sonni tranquilli ai concessionari, soprattutto perché si avvicina il periodo (la prima metà di novembre) in cui, tradizionalmente, il mare diventa minaccioso e le mareggiate fanno davvero paura. Indubbiamente, sarà quella la vera prova del nove sulla funzione che devono svolgere gli enormi sacchi, pagati e collocati a difesa degli chalet dal Comune (che ci ha investito 30mila euro) dietro consulenza di esperti e tecnici.



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