Marotta, la sfegiatrice seriale d’auto è una 54enne cinese

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Marotta (Fano), 22 gennaio 2016 – E’ stato identificato dai carabinieri di Marotta il ‘danneggiatore seriale’ di auto che negli ultimi 11 giorni si è reso autore di sfregi e altri danni su ben 14 macchine posteggiate nel centro abitato marottese. I primi episodi risalgono all’11 gennaio, quando due signore si trovano i rispettivi veicoli con evidenti graffi fatti sulla carrozzeria con qualche oggetto appuntito. Nei giorni a seguire, altri atti vandalici, sempre nei confronti di autoveicoli posteggiate nelle vie cittadine, che via, via, suscitando allarme sociale crescente, tant’è che su Facebook le gesta del ‘danneggiatore seriale’ hanno ampissimo risalto.

Su tutte le macchine ‘scalfite’ venivano fatte scritte senza collegamento fra loro: ‘Pesaro’, ‘albanesi’, ‘marocchini’, ‘italiani’, ‘senegalesi’, ‘XXY’ e altre scritte di difficile decifrazione. I carabinieri di Marotta, dopo aver ricevuto numerose querele per i danni inferti ai veicoli, hanno iniziato un’intensa attività di prevenzione sia in abiti civili, sia con pattuglie in uniforme al fine di identificare l’autore degli atti vandalici. Di fatto, il 20 gennaio i militari sono giunti all’identificazione dell’autore dei reati, beccato, anzi beccata, alle cinque del mattino mentre si allontanava da un auto appena danneggiata mediante il lancio di pietre sul parabrezza. L’insospettabile autrice dei deterioramenti è una cittadina cinese di 54 anni: C.L. Secondo la ricostruzione dei fatti eseguita dai militari, la donna non è stata mossa da un movente preciso, ma piuttosto da un disagio sociale di cui la stessa patisce da diverso tempo. L’asiatica al momento delle contestazioni mosse dai carabinieri si è chiusa in un assoluto silenzio.

La stessa, nelle ore seguenti la propria identificazione, si è resa responsabile del reato di ‘interruzione di pubblico servizio’ poiché, senza alcuna giustificazione, ha telefonato in modo continuato ai carabinieri di Marotta limitando, di fatto, l’attività del servizio istituzionale. C.L. è stata deferita in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Pesaro, e segnalata ai servizi sociali di Mondolfo per i provvedimenti di competenza, nonché proposta per l’allontanamento dal territorio dello Stato Italiano.

 

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