Marotta, pescato il ‘mostro del lago’: guarda il siluro che pesa un quintale

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Marotta (Pesaro Urbino), 7 novembre 2015 – Ha dell’incredibile ciò che è successo ieri al lago per la pesca sportivo ‘Big Fish’ di Marotta. All’amo di Andrea Francesconi, esperto pescatore della società ‘Aps Fano’, ha abboccato un animale gigantesco, lungo 2 metri e 60 e pesante oltre 100 chilogrammi. Proprio così: una bestia spaventosa che supera il quintale e, per altro, di una specie praticamente introvabile alle nostre latitudini, trattandosi di un pesce siluro.

Un temuto predatore delle acque, originario del bacino del Danubio, che divora i suoi simili di dimensioni inferiori non disdegnando neppure piccoli mammiferi e uccelli. In Italia è stato introdotto da una cinquantina di anni, ma la sua presenza è limitata, per lo più, ai bacini del Po e dell’Adige, con rare eccezioni per quelli dell’Arno e del Tevere. Che cosa ci faceva, dunque, un pesce siluro in un laghetto di Marotta di appena 10mila metri quadrati e profondo 3? «Non lo sappiamo neanche noi – afferma Claudio Rondini, che gestisce la struttura da pochi mesi -. Forse c’è stato un errore in passato in fase di ripopolamento, perché quand’è piccolo il pesce siluro assomiglia al pesce gatto; oppure qualcuno l’ha buttato qui di nascosto. In entrambi i casi è una cosa che risale a diversi anni fa, probabilmente addirittura una quindicina, viste le dimensioni record raggiunte dall’esemplare».

Rondini, poi, spiega come si è arrivati alla cattura: «Intuivamo che ci doveva essere un grosso predatore, perché il pesce che buttavamo per ripopolare il bacino spariva in continuazione. Per questo, ci siamo rivolti ad un pescatore esperto qual è Andrea. Da due mesi a questa parte è venuto tutti i giorni e stamattina (ieri, ndr) il colpo… che ci ha lasciati esterrefatti, perché trovarsi a tu per tu con un pesce siluro e poi così grande è stato pazzesco».

«Ha abboccato alle 9,30 e per tirarlo fuori ci sono volute 4 ore di lavoro. Sono salito su un pedalò e lui, questo gigante dell’acqua, mi ha portato a spasso per il lago fin dopo l’ora di pranzo – racconta Francesconi -; per attirarlo avevo utilizzato un’esca artificiale che riproduce una piccola carpa, di cui il siluro è ghiotto». Claudio Rondini, da parte sua aggiunge: «Qui si fa soprattutto ‘catch & release’, il pesce viene pescato e ributtato in acqua, e ci dispiace non aver potuto salvare questo maxi siluro, ma era impossibile catturarlo e trasferirlo altrove e con lui nel lago non si poteva più andare avanti perché si mangiava tutto l’altro pesce; fino a 10 chili al giorno. Adesso faremo un grosso ripopolamento di trote, carpe, anguille, amur, carasso e pesce gatto», sperando che tra questi ultimi non si nasconda un altro baby siluro. 

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