Marotta, un appartamento ‘infestato’ dal batterio della legionella

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Marotta (Pesaro), 26 ottobre 2014 – “Concentrazioni elevate di legionella Pneumophila nella rete acqua calda”. Sono state accertate nelle condutture di un appartamento del condominio “Vela Torre” di Marotta, in via Cristoforo Colombo. Per l’esattezza, nell’unità abitativa al civico 171, interno 2, oggetto di analisi effettuate dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica di Fano, avvalsosi dei laboratori dell’Arpam. Lo stesso Servizio ha immediatamente allertato il Comune di Mondolfo, sollecitandolo ad assumere i provvedimenti necessari e il sindaco in data 24 ottobre ha emanato un’ordinanza contingibile ed urgente che dispone «la realizzazione, a carico dei proprietari degli appartamenti del condominio, di ogni necessario intervento di bonifica degli impianti idrici interni» e “in particolare, a scopo cautelativo, per la tutela dell’igiene e salute pubblica, il divieto di utilizzo dell’acqua proveniente dai rubinetti dell’appartamento di via Cristoforo Colombo 171 int. 2”.

L’appartamento in questione è di una signora residente a Cinisello Balsamo e le verifiche sono state effettuate a seguito di un’indagine epidemiologica pervenuta dall’Asl di Monza e Brianza relativa proprio a questa signora, che ha il domicilio nei suoi locali marottesi e che dopo esser rientrata in Lombardia dalle Marche ha avvertito una serie di disturbi. Quello della “legionella Pneumophila” è un batterio presente negli ambienti acquatici naturali e artificiali e da questi può risalire negli impianti idrici degli edifici, trovando condizioni particolarmente favorevoli alla sua proliferazione in presenza di incrostazioni e sedimenti, spesso correlati ad un uso saltuario degli impianti stessi. L’infezione da legionella, nelle forme più severe, oltre a malessere, cefalee e tosse, può indurre sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci con diverse complicanze, e nei casi più gravi può addirittura essere letale: il tasso di mortalità oscilla dal 5 al 15%. L’uomo la contrae attraverso aerosol, cioè quando inala in piccole goccioline (da 1 a 5 micron) l’acqua contaminata, magari mentre sta facendo una doccia o si trova in ambienti climatizzati. Non è mai stato dimostrato, invece, che si trasmetta da un ammalato ad un altro soggetto, né bevendo acque che la contengono. In questi giorni l’argomento è di particolare attualità perché a Bresso, nel milanese (sembra comunque solo una coincidenza il fatto che tra Bresso e Cinisello Balsamo ci siano solo 4 chilometri) ne sono stati riscontrati sei casi, di cui uno ha portato, purtroppo, alla morte del paziente.

Notizie rassicuranti, comunque, arrivano dal Comune di Mondolfo, il quale precisa che dagli accertamenti effettuati, la presenza del batterio è attualmente circoscritta all’appartamento della donna e, soprattutto, che le verifiche svolte sull’acquedotto comunale e sulla rete d’arrivo alla palazzina marottese hanno dato tutte esito negativo. Insomma, il problema, per fortuna, appare limitato ad un solo stabile, di sei piani, composto da 24 appartamenti, quasi tutti utilizzati solo d’estate.



 

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