Matelica – Delpriori: “Io isolato? I rapporti con gli altri sindaci sono ottimi”

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Riceviamo e Pubblichiamo – IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – Nei giorni scorsi si sono rincorse notizie sulla stampa riguardanti la situazione dell’Ospedale di Matelica che, secondo il nuovo piano regionale della sanità non sarà più nosocomio ma Casa della Salute, ultimamente ribattezzata Ospedale di Comunità.

La notizia è vecchia, addirittura di più di due anni, la delibera regionale che lo stabiliva, infatti, è la ormai famosa 735 del 20 maggio del 2013.

Da subito la Giunta comunale che presiedo, con la collaborazione di tutti i consiglieri di maggioranza, ha lavorato con assiduità alla cosa e ha proposto soluzioni diverse rispetto a quelle descritte nella 735, sempre con toni pacati e nella piena collaborazione istituzionale.

Ricordiamo ad esempio il lungo lavoro svolto sull’emergenza che ha portato la Città di Matelica ad essere capofila di una cordata di sette comuni dell’entroterra (di schieramenti politici anche diversi) che ha votato uno stesso documento per la salvaguardia dei servizi minimi indispensabili per il cittadino, come il 118 medicalizzato 24 H e la guardia medica presente anche nei comuni più lontani e isolati.

Il 25 novembre il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità un Libro Bianco della sanità che abbiamo portato su tutti i tavoli tecnici e istituzionali a cui abbiamo partecipato, anche nell’incontro che personalmente ho avuto col presidente Luca Ceriscioli. Frenetici sono stati i contatti con i sindaci della zona, anche con Giancarlo Sagramola di Fabriano, con Cesare Martini di San Severino abbiamo coordinato le scelte e proposto in Regione soluzioni che riteniamo condivisibili e assolutamente di buon senso.

Dalla pubblicazione della delibera regionale 1183/2015, che di fatto sostituisce la 735, abbiamo intensificato i contatti con gli assessori e i consiglieri regionali e con la struttura amministrativa dell’ASUR per cercare di capire i motivi di alcune scelte che non erano in linea con quanto richiesto, lavoro che speriamo porterà buoni frutti. Nella giornata del 29/01, prima della riunione della commissione sanità abbiamo incontrato il presidente della commissione stessa e il capogruppo del PD al Consiglio Regionale ed altri consiglieri con cui abbiamo rapporti personali oltre che politici ai quali abbiamo manifestato le preoccupazioni e le nostre proposte.

Da quanto è apparso sulla stampa sembra che anche la minoranza si sia attivata sulla questione, ma alcuni conti non tornano: intanto mi pare che le loro azioni siano assolutamente fuori tempo massimo, visto che non governano più e quando potevano muoversi nulla hanno fatto. Ricordiamo infatti che la 735 è stata redatta quando loro sbandieravano rapporti ottimi con la Giunta regionale. Controllando i verbali delle sedute del Consiglio Comunale di Matelica dal 2013 ad oggi, inoltre, si vede come gli unici ad occuparsi di questo tema siamo stati noi, evidentemente a chi mi ha preceduto quanto previsto dalla riforma della sanità regionale andava più che bene. Altra questione che mi lascia perplesso è la dichiarazione fatta dall’ex assessore Procaccini, in cui dichiara di aver intessuto rapporti con il sindaco di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, mentre, a suo dire, io sarei isolato.

Ebbene, i rapporti con i sindaci vicini e in particolare con Pezzanesi sono ottimi; ieri, infatti, a seguito delle dichiarazioni di Nuovo Progetto Matelica, abbiamo avuto un lungo, cordiale e costruttivo colloquio su questo tema e lo stesso mi ha detto di non aver incontrato per l’occasione la Procaccini e che forse la stessa avrà incontrato qualche altro rappresentante dell’amministrazione o del gruppo di salvaguardia dell’Ospedale di Tolentino. La sua Giunta ha stilato un documento che è stato proposto in Regione che tra le varie richieste, punta con forza i piedi sul mantenimento del PPI di Tolentino, questione di assoluta valenza per la salute e la sicurezza dei nostri cittadini, alla stessa stregua del nostro 118 medicalizzato, come dichiarato anche nel Libro Bianco della Sanità. L’unità di intenti nella difesa del territorio è palese e condivisa in più di un’occasione, un lavoro che è sempre interno ad un rapporto istituzionale corretto che si basa sul rispetto reciproco e sulla consapevolezza che si lavora con un fine più alto della giornaliera e stucchevole polemica politica. Quella la lasciamo a chi ha memoria corta e non sa far altro che attaccare gli altri.

Alessandro Delpriori

 

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