Fabriano – Maternità, alta tensione tra Comune e Comitati

comitato nascite Fabriano

FABRIANO Il Comune temporeggia. Molti fabrianesi invece chiedono che si passi subito all’azione. Mentre la Regione ancora non ha annunciato la data ufficiale per la chiusura. Situazione in stand-by, insomma, per la querelle legata al punto nascita dell’ospedale Engles Profili. Tanti rumor, ma al momento nessuna certezza. Da quando, il 20 febbraio, i giudici del Tar Marche hanno respinto il ricorso presentato dal Comune di Fabriano sulla sospensiva della chiusura del punto nascite, l’Amministrazione comunale, sindaco Giancarlo Sagramola in testa, si è chiusa nel silenzio, come sottolineano molti fabrianesi. «Momento di riflessione», continua a ripetere il primo cittadino. Un immobilismo però che sta facendo innervosire i fabrianesi. L’ipotesi più accreditata sulla prossima mossa del Comune rimane quella del ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Ma, come già accaduto in occasione della presentazione del primo ricorso, Sagramola sembra voler attendere la decisione del Tar sul medesimo ricorso di sospensiva presentato dal Comune di Osimo. Ci sarebbe la chiara volontà di non accomunare i due procedimenti «in quanto la situazione è palesemente differente», si lasciano scappare dal municipio. Presenza della rianimazione, standard di eccellenza e difficoltà logistiche legate al gap infrastrutturale sono i principi cardine del ricorso fabrianese. La speranza, però, è che il governatore Luca Ceriscioli non decida per una linea interventista dando il via libera all’indicazione della data per la chiusura ufficiale del reparto. Mossi proprio da questo timore invece, i cittadini – soprattutto coloro che hanno dato vita a comitati spontanei per la difesa del punto nascita – spingono per una presa di posizione ufficiale del Comune che possa andare nella direzione dell’immediata presentazione dell’appello al Consiglio di Stato. Resta poi la discussione dimerito – sempre al Tar – del ricorso comunale. La data ancora non è stata fissata. Ma secondo il legale incaricato dal Comune stesso, Giovanni Ranci, potrebbe essere questa la chiave di volta per la risoluzione del problema. «Le motivazioni presenti nel ricorso sono reali ed incontrovertibili». Notizia riferita da Claudio Curti IL MESSAGGERO

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