Maternità, I sindaci chiedono la riunione del Comitato per l’ordine pubblico

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FABRIANO – Cinque morti dal 2011 ad oggi e oltre 45 interruzioni negli ultimi sei mesi, la triste contabilità della SS76 ancora non ultimata nel suo raddoppio Fabriano-Serra San Quirico, progetto Quadrilatero. Numeri evidenziati dai sindaci di Fabriano Giancarlo Sagramola, Sassoferrato Ugo Pesciarelli, Genga Giuseppe Medardoni e Serra San Quirico Tommaso Borri, nella nuova missiva – congiunta – che ieri mattina è stata inviata al prefetto, Raffaele Cannizzaro, «per chiedere la convocazione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica affinché valuti le attuali condizioni della viabilità che non consentono un accesso certo e sicuro al punto nascita di Jesi e affinché la Regione conceda una proroga alla chiusura del punto nascite fino al termine dei lavori della SS76». Il tempo stringe, ma nel fabrianese non si vuole mollare ed attendere la chiusura del punto nascita fissato per giovedì, anche se i parti programmati potranno essere effettuati fino a fine gennaio. «Cerreto D’Esi, Fabriano, Genga, Sassoferrato, Serra San Quirico hanno una popolazione di circa 47.876 abitanti; ogni comune ha una miriade di località e frazioni da servire: Fabriano 60, Sassoferrato 47, Serra San Quirico 13 e Genga 36. Tutto il territorio è caratterizzato da una difficile viabilità interna e lungo la SS76, da Fabriano a Serra San Quirico nel tratto di 16 chilometri ci sono 11 gallerie monotubo a doppio senso di marcia che si bloccano continuamente a causa di incidenti anche mortali». E nei prossimi mesi i lavori per il raddoppio della SS76 comporteranno ulteriori interruzioni e disagi a causa del piano di lavorazione per la messa in sicurezza della strada. «Il Governo – si prosegue nella missiva – ha previsto una deroga nei territori disagiati per motivi geografici, di viabilità e fortemente colpiti dalla crisi economica con tassi di disoccupazione più alti della media nazionale che crea una disparità nell’accesso ai servizi, quali la sanità e alla nascita in condizioni di sicurezza». Su quanto riguarda, infine, gli standard di sicurezza, «il presidio ospedaliero garantisce un punto nascita dove viene assicurata la Guardia Ostetrica h24, assistenza pediatrica continua, guardia anestesiologica h24 ed è territorio montano di confine, vanta il più basso numero di cesarei della Regione dal 1991 e rimane l’unico riferimento di un territorio montano più ampio, interprovinciale, da Pergola a Matelica». Notizia riferita da Claudio Curti IL MESSAGGERO

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