Maternità, verdetto per Osimo e Fabriano

nascite

SANITÀ Appuntamento dei sindaci della Valmusone e della comunità montana, oggi alle 14.30, in Regione per scongiurare la chiusura dei reparti di Ostretricia di Osimo e Fabriano. Al governatore Luca Ceriscioli il sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni consegnerà la petizione con oltre 2500 firme per chiedere la sospensione o comunque una proroga di 6-12 mesi del piano di riordino dei punti nascita. Pugnaloni (Pd) con i sindaci di Castelfidardo, Loreto, Camerano, Offagna, Numana e Sirolo, riportandosi letteralmente alla legge regionale 262/2014 chiederà che «la riorganizzazione venga effettuata con gradualità e oggetto di specifica concertazione». La stessa legge 2014 chiarisce che la programmazione concertata andrà affrontata «in particolare per quei punti nascita la cui attività risulta ai limiti dei parametri dettati dall’accordo Stato-Regioni (tra i 500 e i 1000 parti ndr), considerata la particolare sensibilità sociale per l’argomento, le scelte verranno effettuate tenendo conto dei risultati e delle azioni necessarie a garantire la continuità del servizio». Quest’anno la maternità osimana, pluripremiata dall’Unicef, ha già superato i 500 parti. I sindaci della Valmusone allegheranno anche l’odg votato nel mega consiglio comunale dove si chiede di mantenere Ostetricia al ”Ss Benvenuto e Rocco” fino alla completa realizzazione del nuovo Inrca di Camerano e poi il successivo trasferimento del reparto neonatale nella nuovo polo ospedaliero a servizio dei 100.000 abitanti a sud di Ancona e per decongestionare il Salesi di Ancona. Un altro odg per salvare il punto nascite dell’ospedale di Fabriano arriverà dal sindaco Sagranmola che oggi sarà accompagnato dal primario Pasquale Lamanna. Anche Fabriano chiede la proroga o lo stop definitivo della chiusura della Maternità. La città e tutto il comprensorio attendono con il fiato sospeso dopo la protesta delle 200 mamme (“Non vogliamo che i nostri figli nascano nelle gallerie”) e l’ipotesi di un pellegrinaggio a piedi Fabriano-Ancona per salvare il reparto proposto dal vescovo Giancarlo Vecerrica. Fabriano e l’hinterland, oltre a chiedere il rispetto degli impegni pubblicamente presi in campagna elettorale dal governatore, sotolineano come «la riorganizzazione sanitaria – si legge nel documento – penalizza fortemente l’ambito territoriale con un grave impoverimento della struttura ospedaliera di Fabriano: scomparsa punto nascita e Pediatria, trasformazione del reparto di Otorino in ambulatorio, scomparsa della Senologia, grave carenza del personale medico in Cardiologia, mancata riattivazione dei posti letto in Medicina». Notizia riferita dal Messaggero articolo scirtto da M.P.C.; C.Cu

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