Maurizio Valla, dalla Nasa al basket «Ora sono un dirigente del Partizan»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

E’ IL PRIMO straniero che entra a far parte del board di una squadra serba. E non di una formazione qualunque perché Maurizio Valla, 42 anni, pesarese, da domenica sarà tra coloro che decideranno il futuro del Partizan di Belgrado, uno dei club più prestigiosi d’Europa.

Accanto, come vicepresidente, avrà un ex biancorosso e cioè Misha Beric mentre Dule Vujosevic, ex allenatore della Vuelle, è in uscita. Strana e particolare la storia di Maurizio Valla, ex play delle giovanili della Scavolini, perché a 18 anni ha mollato Pesaro per il Politecnico di Milano dove si è laureato in ingegneria nucleare. «Finiti gli studi sono andato a Los Angeles dove ho eseguito ricerche per conto della Nasa».

Su cosa?

«Ah, questo non l’ho mai saputo, non l’hanno mai detto».

Belgrado come arriva?

«Finita quell’esperienza sono terminato alla società di consulenza Mc Kinsey, da lì ho accettato l’incarico di dirigere come responsabile commerciale e marketing per la Serbia delle assicurazioni Unipol».

E il basket?

«E’ tornato l’amore andando al papalasport. Coinvolgente. Il nostro vecchio hangar, al paragone, era un posto pieno di bravi ragazzi».

Quindi?

«E’ tornata la passione e per lavoro ho conosciuto molti industriali di Belgrado città dove vivo da 7 anni. Ho frequentato l’ambiente, conosco un po’ tutti e domenica ho ricevuto la chiamata del presidente Nikola Pekovic e sono stato invitato ad entrate nel cda».

Cosa farà?

«C’è da rimettere a posto tutti i conti perché la gestione di Danilovic non è stata ottimale».

Idee?

«Tante, ma la prima cosa da fare è vincere».

Contatti con Pesaro?

«Tanti anche perché ho lì la mia famiglia, padre, madre e fratelli e quindi quando posso torno».

La dipingono come un manager elegante…

«Molti miei amici industriali mi chiedono spesso dove compro i vestiti. Ho detto che me li faccio fare a Pesaro da Console Costantini che ora qui lavora parecchio aiutato da Augusto Felicetti».

Un amichevole a quando?

«Non ci sono problemi perché Paolini è stato mio allenatore ed il suo vice era Cioppi».

A casa che dicono?

«Non ho detto nulla. Lo leggeranno sul giornale».

m.g.

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