"Max è vincente e coraggioso. Però ora tocca ai politici"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 19 ottobre 2015 - Ha sempre lottato e lotta ancora per la dignità. Quella dei malati terminali soprattutto. Perché per quella per cui ha sempre combattuto, quella di suo marito, ormai è tardi. È Mina Welby, vedova del malato di distrofia muscolare che chiese in tutti i modi una legge sul fine vita. Ora è al fianco di Max Fanelli, il senigalliese malato di Sla.

Mina, ormai lei è un simbolo…

«In realtà i malati che chiedono a gran voce di poter decidere della loro vita sono un simbolo. E mette una grande tristezza il fatto che per incentivare un dibattito pubblico su questo tema le persone in queste condizioni debbano mettersi in prima fila».

Da quanto tempo conosce Max?

«Ormai da un anno. Per fortuna ci sono molti marchigiani al suo fianco. Abbiamo chiesto anche alla presidente della Camera Laura Boldrini un aiuto: lei è molto propensa, ma non può decidere come calendarizzare le leggi».

E’ un tema su cui si attacca spesso la politica, i malati si sentono abbandonati, chiedono aiuto. Lei è ottimista, crede che prima o poi si decidano a discuterne in Parlamento?

«Dovrebbero decidere i capigruppo, ma trovano sempre qualcosa di meglio di cui parlare e discutere in aula. Sono un po’ più ottimista rispetto al passato, il fatto che ci siano cento parlamentari Pd disposti a calendarizzare la legge è un segnale enorme. Spero solo che non ci sia qualcuno che si metta di traverso, come successo per il disegno di legge Calabrò, ancora chiusa in un cassetto. In fondo si chiede una legge sul testamento biologico, che venga rispettato anche dal medico».

Fanelli ha interrotto le cure e lei si era offerta di sostituirlo nel ‘digiuno’ purché lui prendesse almeno gli anti dolorifici. Un gesto d’amore, più che di battaglia…

«Sì, è vero, mi ero proposta, ma Max è stato fermo nelle sue scelte, allora ho deciso di cedergli e non mettermi di traverso. Gli starò semplicemente accanto, come vorrà lui».

Conosce la moglie di Max? Le chiederà consigli su come affrontare tutto questo…

«La conosco, è una combattiva. Come lo ero io e non mi chiede nulla. Insieme, lei e Max, sono una coppia vincente, glielo dico sempre».

Ha detto spesso che quando suo marito era vivo, quando lei andava in tv e nei dibattiti a parlare di questo tema non piangeva. Come si fa a non piangere di fronte a tutto questo?

«Dipende da tante cose. Dipende da cosa si è sofferto prima, dipende anche dal fatto che penso che per lui io abbia fatto tutto quello che potevo, tutte le cose buone che ero in grado di fare. Piango più adesso, che sono sola e faccio fatica a muovermi. Ho più tempo per pensare. Adesso sì, piango di più».

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