Maxi debito, petroliera sequestrata

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Falconara (Ancona), 3 ottobre 2014 – Indebitata per 130mila dollari, resta ancorata in rada davanti all’isola della raffineria Api una petroliera battente bandiera maltese, la Haci Ismail Kaptanoglu, sequestrata su ordine del giudice Maria Letizia Mantovani del Tribunale di Ancona. In ‘ostaggio’ all’interno della nave il comandante turco Turgaj Subasi, costretto a rimanere sulla Haci insieme al suo equipaggio.

Il sequestro è stato richiesto dall’avvocato anconetano Andrea Novelli, esperto in diritto della navigazione, che insieme al collega Maurizio Dardini di Genova rappresenta la società svizzera Petrol Bunkering. Questa vanta un credito nei confronti della Gunes Gemicilik Ve Tankercilic, con sede in Turchia, armatrice della Haci, per forniture di combustibile che la società turca non ha mai pagato. In realtà il credito vantato dalla multinazionale elvetica, secondo i legali, ammonterebbe a circa 500mila dollari, cifra che comprende anche precedenti forniture, ma il Tribunale di Ancona ha concesso il sequestro solo per l’ultimo rifornimento, stimato appunto in 130mila euro. In presenza di un credito verso la società armatrice, spiega l’avvocato Novelli, il diritto viene esercitato infatti sulla nave.

Il provvedimento del giudice Mantovani è stato siglato il 30 settembre scorso e mercoledì attorno alle 10.30 la Capitaneria di porto ha raggiunto la Haci, che stava lasciando l’ormeggio davanti all’isola dell’Api: la nave, da 23mila tonnellate, aveva scaricato in raffineria un carico di greggio e stava ripartendo per Genova piena di prodotto raffinato, per eseguire una consegna per conto della società petrolifera falconarese. I militari della Guardia costiera hanno ordinato al comandante di fermarsi per permettere all’ufficiale giudiziario, arrivato in battello, di notificare il sequestro al comandante. L’empasse potrebbe risolversi già oggi: i legali della Gunes Gemicilik Ve Tankercilic dovrebbero arrivare a Falconara da Ravenna, per consegnare agli avvocati della Petrol Bunkering un assegno di 130mila dollari.

Chiederanno al Tribunale di Ancona che il sequestro venga trasferito sul titolo di credito, in modo da liberare la nave ed il suo equipaggio. Stando ad una stima della società armatrice, il blocco della Haci sta arrecando danni per 50mila euro al giorno, a causa dei ritardi nelle consegne. Tra i clienti danneggiati la stessa raffineria, che contava di veder partire già mercoledì il carico di prodotto destinato a Genova.



 

Precedente Movida molesta, pronte le telecamere attorno al Donoma Successivo Salme degli operai restituite, oggi rito funebre islamico