Maxi offerta per il Leonardo conteso, è braccio di ferro con la Svizzera

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 9 ottobre 2015 - È un dipinto trovato e sequestrato 8 mesi fa. Lo stavano per vendere a 120 milioni di euro. Adesso, malgrado i sigilli della magistratura, ci sono compratori pronti a versare 140 milioni. E’ un olio su tela da attribuire a Leonardo da Vinci (foto), secondo lo studioso d’arte Carlo Pedretti. Raffigura Isabella d’Este, e risalirebbe al 1514. Un carboncino preparatorio dell’opera è al Louvre. Questo invece sarebbe l’introvabile realizzazione a colori che Isabella voleva insistentemente da Leonardo, al quale aveva dato protezione, soldi e rifugio. Il quadro misura 61 centimetri per 46.5. Sarebbe stato esportato illegalmente dall’Italia nel 2009 e nascosto in Svizzera, prima in una banca e poi nel caveau della fiduciaria Albion Finance di Lugano. La procura di Pesaro si è imbattuta per caso in questo dipinto. Seguiva le tracce di un avvocato fanese che truccava gli incidenti per truffare le assicurazioni. Ascoltandolo al telefono, sentono che sta trattando un «Leonardo» di una pesarese per 120 milioni di euro. 

Salto dalla sedia, e via con gli accertamenti mirati. Due giorni prima della vendita, riescono a individuare il caveau nascondeva il quadro intercettando una telefonata della proprietaria. Erano i primi giorni di febbraio 2015. La magistratura di Pesaro chiede subito ai giudici svizzeri il sequestro e la riconsegna. Alla prima domanda, la magistratura di Lugano risponde sì immediatamente. Alla seconda non solo nicchia, ma vorrebbe riparlarne a processo finito e con la condanna degli imputati. Gli inquirenti italiani hanno ribattuto chiedendo almeno una consegna temporanea dell’opera, affinché anche i giudici che dovranno emettere la sentenza si rendano conto di ciò di cui si parla. Ma a questa richiesta, gli svizzeri tacciono. Da mesi.

A non dispiacersi affatto di tutto questo è la proprietaria del dipinto. Si chiama Emidia Cecchini (foto), pensionata, residente a Pesaro. Vive in affitto in un appartamentino delle case popolari. Vende qualche quadretto appeso alle pareti. «Ma la mia vita è stata ben altra – dice – Ho vissuto con il signor Knorr, quello dei dadi, case in Spagna, Montecarlo, Miami. Faceva la bella vita, con negozi anche a Marbella. Nel mio armadio ci sono ancora dieci pellicce. E tornerò a fare quella vita con la vendita del quadro. Prima o poi dovranno ridarmelo. Il Leonardo lo ha comprato mia nonna materna, all’inizio del secolo scorso in Svizzera, e lo ha donato a mio padre che poi me lo ha lasciato. Il dipinto non si è mai mosso dalla Svizzera. Quello che avevo in Italia era solo una copia. Avrei tenuto un Leonardo nella cucina di una casa popolare? Tanto che la copia l’avevo poi donata al mio notaio di Lugano, avvocato Cabrini, dove è stata sequestrata».

 La Cecchini è difesa dall’avvocato Achille Castignani di Macerata. Un nome anche nel mondo dell’arte. Si è costruito da solo un museo personale sulle colline di Montecosaro. Dice: «Ci troviamo di fronte a un sequestro che verrà annullato e a un processo che cadrà prestissimo in prescrizione. Il quadro è sempre stato in Svizzera. Il clamore ha mobilitato altri compratori. L’ultima offerta scritta per l’Isabella d’Este è di 140 milioni. Ma non sarà l’ultima».

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