Meteo, ci aspetta un gennaio primaverile

IL BORGHIGIANO FABRIANO

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A livello meteorologico il nuovo anno si apre sulla scia del 2014: il più caldo dal 1891. In tutto il Belpaese è previsto un nuovo aumento delle temperature, e secondo gli esperti sabato le massime raggiungeranno un po’ dappertutto i 18 gradi, con tempo buono o nuvoloso.

Tra domenicva e lunedì si attende invece un nuovo impulso freddo che farà scendere – ma solo per poco – la colonnina di mercurio con probabili piogge o nevicate. Le previsioni sono di Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma-Cnr.

A causare l’alta pressione che dovrebbe far compagnia agli italiani almeno fino al 18 gennaio, fatta appunto eccezione per la parentesi di domenica-lunedì, sarebbe la formazione di una circolazione atmosferica sulla nostra penisola, che ha evitato l’ingresso di perturbazioni atlantiche.

Le temperature così risaliranno, mentre il tempo sarà nel complesso buono, con locali formazioni di nuvole. «Il rialzo della colonnina di mercurio – ha sottolineato l’esperto – avrà il suo apice nella giornata di sabato, con massime che potranno raggiungere i 18 gradi. Si tratta di un valore sicuramente al di fuori delle medie climatologiche. Non saranno comunque giornate splendide, e a caratterizzarle sarà una certa nuvolosità».

L’alta pressione, secondo le previsioni rese note dal direttore del Consorzio Lamma-Cnr, dovrebbe durare fino al 18 gennaio ma sarà ‘interrotta’ da una breve irruzione di aria fredda proveniente dai Balcani, che interesserà principalmente il versante adriatico.

Tra domenica e lunedì si attende un calo di temperature di 7-8 gradi, principalmente nella fascia adriatica e in misura minore nel resto del Paese. Sono possibili precipitazioni, con piogge e neve a quote collinari tra i 4 e i 500 metri, soprattutto sulla parte adriatica ma anche in Puglia e Calabria.

Nonostante l’alta pressione, le temperature mattutine continuano ad essere piuttosto basse. «Si tratta – spiega Gozzini – del fenomeno di inversione termica. Quanto c’è l’alta pressione nelle notti stellate c’è un forte raffreddamento dell’aria e le mattine possono essere fredde, più a bassa quota che in alta quota. In questi giorni, invece, risalgono le temperature massime per l’effetto del sole, ma l’assenza di copertura nuvolosa prova il raffreddamento, soprattutto nei fondo valle».

FONTE IL RESTO DEL CARLINO

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