Migranti, il prefetto: "In provincia tremila profughi, ma molti dopo un po’ vanno via"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 12 giugno 2015 – La politica si divide e i cittadini sono sempre più contrastati da un sentimento di paura e la necessità di accoglienza che dovrebbe essere doverosa, soprattutto quando si parla di popolazioni bisognose. Ma come cambieranno le cose, anche nella provincia di Ancona, qualora quella dei migranti fosse una vera emergenza? Il capoluogo e gli altri piccoli comuni sarebbero pronti a fronteggiarla? E cosa intendeva dire il premier Matteo Renzi quando pochi giorni fa ha chiesto aiuto alle Amministrazioni locali? Gli interrogativi sono tantissimi e ad alcuni di questi risponde il prefetto di Ancona, Raffaele Cannizzaro che ha letto con il Carlino i dati, ha fatto ipotesi estreme, nel caso in cui l’affluenza fosse maggiore di quella preventivata, ma ha dato anche una visione realistica del problema. Che non da oggi fa lavorare le prefetture in ‘modalità’ di emergenza.

Prefetto, cominciamo proprio dall’accoglienza che stiamo dando ora ai migranti. Quanti ne abbiamo?

«Secondo i dati di stamattina sono 1.715, così distribuiti: 501 nella provincia di Ancona; 203 in quella di Ascoli Piceno; 244 a Fermo; 366 a Macerata e 400 a Pesaro. Ma è chiaro che questi numeri cambiano giornalmente a seconda delle persone che richiedono aiuto e quelle che lasciano la nostra regione. Non abbiamo particolari problemi, tutte le prefetture hanno fatto procedure di evidenza pubblica per avere delle strutture di accoglienza e su queste abbiamo collocato le persone. Di recente il ministero ci ha chiesto una capienza maggiore, all’incirca di un centinaio di posti in più che in parte abbiamo già saturato. Quindi è possibile dire che nella nostra provincia abbiamo all’incirca un 3mila persone che circolano ma in realtà sono appunto sulle 1700».

Cosa fa diminuire così sostanzialmente questo numero?

«Molti restano ma altrettanti se ne vanno, all’incirca il 50%. C’è chi viene e se ne va subito, c’è chi rimane qualche mese, c’è invece chi attende che gli venga riconosciuto lo status di profugo. In quest’ultimo caso rimangono anche un anno perché questo è il tempo che ci vuole per evadere la pratica».

Siete dunque sempre in allerta?

«Ma non da adesso, era il 2008 quando mi chiamò il direttore generale dell’immigrazione di Salerno per chiedermi 150 posti in più che trovai nel giro di mezz’ora. Ci viene dunque chiesto di essere pronti? E noi ci siamo. Ce ne stiamo occupando da sempre e se è vero che in Italia ne sono attesi 500mila basta fare i conti con il numero dei Comuni e vediamo che dovremo fare fronte a una nuova ondata di circa 80 migranti per Amministrazione».

Ma secondo lei noi possiamo accogliere all’infinito?

«Sicuramente no, è difficile. Ma se mi chiedono altri posti, come prefetto coordinatore, chiaramente io devo dare la mia disponibilità. Se dovessimo avere la necessità faremo altre gare o metteremo in atto altre forme di accoglienza».

Si dice che nelle Marche dovranno arrivare oltre 2mila immigrati. E’ vero?

«Non ne so nulla».

Sono in molti a pensare che dietro all’arrivo degli immigrati ci sia un proprio e vero ‘mercato’, insomma una fonte di guadagno. Lei che ne pensa?

«Non mi stupirebbe nulla. Ma lo Stato riconosce alle organizzazioni all’incirca 35 euro. Di questi 2,50 euro vanno proprio ai migranti per le loro spese e il resto dei soldi servono per dare vitto e alloggio a queste persone, una ricarica telefonica per rimanere in contatto con i loro familiari, vestiti e sei o sette sigarette e il corso di italiano».

Passando alla sicurezza, sono aumentati i reati predatori da quando il numero di immigrati è salito?

«Assolutamente no. Però proprio per dare sicurezza ai nostri cittadini stiamo cercando di stilare un protocollo con la regione per migliorare ancora di più l’accoglienza. In poche parole per evitare che stiano per strada e al tempo stesso che vengano chiusi in una casa senza possibilità di contatto».



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