Minacce alla Filippello, coniugi indagati per tentato omicidio

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 1 maggio 2015 – LA PROCURA della Repubblica de L’Aquila ha indagato Afif Ben Fattoum, tunisino di 39 anni, e sua moglie, una 23enne di origine albanese, per il progetto di uccidere in un incidente stradale o sfigurare con l’acido il giudice del Tribunale di Ascoli Piceno Giuliana Filippello. I due sono indagati per concorso in tentato omicidio. Il nordafricano è detenuto nel carcere di Marino del Tronto un traffico di stupefacenti fra Napoli, il Piceno e il Teramano. Secondo l’accusa avrebbe incaricato la moglie di organizzare una rappresaglia nei confronti della Filippello, che si era occupata del suo caso giudiziario.

NEI GIORNI SCORSI i carabinieri hanno perquisito l’abitazione della coppia a Martinsicuro (Teramo) a caccia di elementi utili all’inchiesta. Ben Fattoum dal carcere ha chiesto di essere interrogato dalla magistratura aquilana e ha ribadito attraverso il suo difensore, l’avvocato Umberto Gramenzi, che «non ha alcuna intenzione di far del male al giudice Filippello e alla sua famiglia. Il suo – afferma il legale – era stato solo uno sfogo dettato dal fatto che aveva chiesto di essere interrogato ma la richiesta non era stata accolta». La moglie di Ben Fattoum si trova già in Tunisia: «Ma è partita prima che scoppiasse il caso e sapesse dell’inchiesta che la coinvolgeva» precisa l’avvocato Gramenzi.

FATTO STA che l’allarme all’interno della procura era scattato e per questo motivo dalla fine di marzo è stata presa la decisione di mettere sotto stretta sorveglianza e concedere la scorta al magistrato. L’autore di quelle dichiarazioni viene infatti considerato un capo clan dagli investigatori. E proprio il suo ruolo di primo piano avrebbe portato al monitoraggio di alcune sue telefonate fatte e ricevute dal carcere.

In alcuni di questi colloqui sarebbe tornata, a più riprese, la volontà di punire la Filippello “rea” di aver adottato misure restrittive troppo severe nei confronti dell’uomo rinchiuso in carcere per motivi di spaccio e detenzione di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente.



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