Minacce, danni e tensioni continue: il terminal è terra di nessuno

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Macerata, 28 ottobre 2014 – Telefono in mille pezzi, auto danneggiata da una mattonata e cacciavite puntato alla pancia ai controllori. Carabinieri sempre in azione. Nessuna tutela per gli autisti e timori durante l’attesa del pullman. I bagni? Lavori in corso. È lo spaccato sulla situazione del terminal degli autobus di piazza Pizzarello, affollato ogni giorno da studenti e studentesse, lavoratori, pensionati e ragazzini. Un luogo che è fonte di non pochi problemi per passeggeri e conducenti dei mezzi, e che molto spesso vede la presenza delle forze dell’ordine.

«Un ragazzo iracheno era a bordo senza biglietto – racconta uno degli autisti della Contram, della tratta Macerata-Porto Recanati – l’ho invitato a scendere. Lui non voleva, così ho preso il telefono per chiamare i carabinieri. Ha dato un pugno sul telefono, mandandolo in frantumi. Un mese e mezzo fa, mi sono ritrovato distrutto il parabrezza dell’auto che avevo lasciato al deposito. Comunque, quando lavoro, ormai sono costretto a far intervenire la polizia anche quattro volte al giorno». Tutti preferiscono restare anonimi. «La legge non ci tutela – spiega un altro conducente della Contram –. Sono specialmente gli stranieri a creare problemi, spesso fanno minacce, e gesti come a dire ti taglio la gola. A volte devo lasciar correre, perché comunque penso che il soggetto può risalire al mio nome, ma io non posso conoscere il suo. Certo, chiamo le forze dell’ordine, ma a volte, quando la situazione è troppo tesa, mi limito a continuare il viaggio, perché so che la polizia arriverebbe troppo tardi sul posto».

Proprio ieri mattina, un controllore ha fatto venire i carabinieri al terminal per un ragazzo nigeriano che non aveva il titolo di viaggio. Episodio dichiarato dai carabinieri molto frequente. Neanche chi aspetta a terra si sente al sicuro. «Per fortuna ora non ho più lezioni al pomeriggio – dice Letizia Passerini, 20 anni, di Pollenza, iscritta a Giurisprudenza –. L’anno scorso le avevo invece, dovevo venire a prendere l’autobus la sera, e quando si faceva scuro avevo paura, qui gira gente poco raccomandabile». Una voce confermata anche da un altro universitario, Lorenzo, maceratese e studente di infermieristica a Fermo. «Non sapevo che i bagni fossero chiusi – dice, riferendosi ai servizi igienici sottoposti a lavori dal 12 settembre –, ma comunque non li userei mai. Ho sentito dire cose orribili, ad esempio che sono sporchissimi e frequentati da spacciatori».

Ma la lunga lista di disagi non finisce qui. «Prendere l’autobus è sempre un’incognita – fa notare Gianluca, Belforte del Chienti, ex-studente di Giurisprudenza –. I costi dei biglietti sono troppo elevati e le corse sono poche. Chi finisce lezione alle 19 rischia sempre di perdere l’ultimo pullman. A me è capitato più volte, e per fortuna ho amici qui che mi hanno ospitato per la notte. Per essere una città universitaria, è un disastro. E se anche volessi venire in auto, non ci sono parcheggi liberi vicini al centro. Tutto a pagamento».



 

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