Minacce, sassi contro l’auto e insulti, parla il giudice sotto tiro: «Ora ho paura»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San Benedetto, 29 settembre 2015 – La macchina danneggiata è soltanto l’ultimo episodio.

Recentemente ci sono stati altri atti vandalici contro il Got (Giudice onorario) del tribunale di Ascoli, Tiziana D’Ecclesia.

Almeno quattro. Il magistrato, originario di Pescara, da 15 anni in servizio ad Ascoli e da quattro residente a San Benedetto, ha deciso di parlarne con il nostro giornale.

Iniziamo dal primo caso. Quando è avvenuto?

«Il primo episodio a febbraio. Ho trovato una scritta offensiva sulla cassetta della posta all’ingresso del palazzo in cui vivo, in una via del centro. Era solo un insulto, senza alcun riferimento all’attività lavorativa che svolgo. In un primo momento non gli ho dato molto peso. Era sotto carnevale, ho persino pensato ad uno scherzo».

Poi, però, sono iniziati altri «avvertimenti», giusto?

«Un secondo caso un mese dopo, sempre all’interno del palazzo e sempre una scritta che insultava me, ma stavolta con precisi riferimenti al mio lavoro, criticando con offese la mia professionalità».

Potrebbe esserci un indizio, vero?

«Degli esperti mi hanno detto che alcune consonanti scritte in un certo modo potrebbero essere opera non di italiani. Inoltre, c’erano errori di ortografia. La grafia è la stessa del primo messaggio e probabilmente anche il pennarello utilizzato».

Infine altri due messaggi: uno più leggero, l’altro decisamente più inqietante.

«Sì. Entrambi avvenuti in piena estate. Nel primo caso ho sentito degli uomini urlare qualcosa mentre erano in sella ad un motorino, e subito dopo è stato lanciato contro le finestre della mia abitazione un bicchiere con del gelato dentro. Poche settimane dopo, però, nel pianerottolo che precede l’ingresso di casa mia, ho trovato escrementi umani».

Poi l’ultimo episodio, il più grave.

«Sicuramente, soprattutto per il danno. La notte tra il 4 ed il 5 settembre hanno sfondato con un masso di medie dimensioni il parabrezza della mia auto, parcheggiata in una via parallela di quella in cui vivo. Da quanto sembra ci vuole una certa forza e un’ottima mira per riuscire a fare danni di quel genere. Hanno inoltre rigato le portiere di entrambi i lati. A quel punto ho collegato tutti gli episodi. Alcuni, come il caso del gelato, che di per sé non è grave, pensavo non c’entrassero niente. Invece ora hanno tutti un peso diverso. Quindi ho sporto denuncia».

Chi può avercela con lei?

«Veramente non ne ho idea. Io mi occupo di cause di lavoro. Ne trattiamo più di mille all’anno. Facciamo 250 sentenze in media».

Proprio nessun sospetto?

«Sono andata a vedere le date delle sentenze cercando di collegarle con gli episodi. Tutte cose che ho riferito a chi si sta occupando del caso».

Pensa che possa riguardare un singolo oppure più persone? Ad esempio i dipendenti di un’azienda per una decisione favorevole ai proprietari.

«Credo più un singolo. Gli operai sono tanti e sono meno vigliacchi. Vengono a parlarti personalmente oppure organizzano proteste. Però non posso escludere nulla».

Ha paura?

«Sì, ho paura anche per mio figlio, che non ha neanche dieci anni».

Si aspetta una scorta?

«Devo dire che il tribunale si sta muovendo perché l’ultimo episodio ha destato preoccupazione. Vorrei però chiarire una cosa.Ho letto dei paragoni con il caso della scorta al giudice Filippello. Io non sono un giudice togato bensì un giudice onorario e non posso essere messa sullo stesso piano. Svolgo però ormai da 15 anni questo impiego, con passione e grande dedizione».

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