Minaccia di gettarsi dal quarto piano, task force per salvarlo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fano, 9 dicembre 2015 – “Voglio parlare con il Procuratore!», urlava affacciato dal balcone al quarto piano di una palazzina di Fano 2, con una gamba a penzoloni nel vuoto. «Mi butto di sotto», ripeteva insultando nel frattempo i poliziotti accorsi per farlo desistere da quell’intento.

Si è sfiorato il dramma della disperazione, ieri pomeriggio in via Guy, quando un uomo appena trasferitosi in quell’appartamento che affaccia sulla chiesa della Santa Famiglia ha minacciato di gettarsi nel vuoto, con il suo pesante fardello di problemi caricato sulle spalle. Questioni personali e familiari che la testa di quel signore lucano quasi sessantenne non era in quel momento più in grado di gestire.

Così erano iniziati la sera prima parte dei suoi problemi. L’uomo, che nessuno dei vicini di casa conosce, era andato in un night club di Torrette e aveva alzato un po’ troppo il gomito. Verso le 23 il buttafuori l’aveva accompagnato alla porta mentre lui sbraitava e tirava calci. Per farlo tranquillizzare era arrivata anche una pattuglia della polizia.

Ma al posto che calmare le acque la presenza delle divise ha acceso una miccia nell’uomo e ha fatto esplodere tutta la sua rabbia. E giù improperi alla volta dei poliziotti. Dopo il riconoscimento e le procedure di rito gli agenti lo avevano riaccompagnato a casa a notte fonda.

Mancava un quarto alle tre, ieri pomeriggio, quando da piazza Capuana i passanti l’hanno sentito gridare dal terrazzo. Tutti hanno alzato lo sguardo in alto per vedere chi fosse. Era un uomo visibilmente in preda ai fumi dell’alcol. Immediata la chiamata e l’intervento di polizia, carabinieri e pompieri, con una squadra arrivata anche da Pesaro.

Mentre alcuni vigili del fuoco parlavano con lui dalla strada, altri sono saliti sul tetto per calarsi giù e bloccarlo. Ma non c’è stato bisogno di arrivare a tanto. Dopo una mezz’oretta di trattative con i carabinieri e le rassicurazioni di uno psichiatra… l’uomo è rientrato in casa e ha aperto la porta alle forze dell’ordine e ai sanitari. In casa sono entrati otto pompieri, due carabinieri e un medico per far ragionare l’uomo e capire il perché di quel gesto plateale, mentre due poliziotti attendevano in fondo alle scale.

Dopo un’altra ventina di minuti sono scesi tutti. «Ti risolvo anche i problemi con tua figlia, tranquillo», sono state le ultime parole del medico mentre l’uomo, sotto il braccio del comandante dei carabinieri di Fano Antonino Barrasso, veniva accompagnato via di là e dagli occhi indiscreti di quel capannello di gente curiosa che si era formato, alla vista di tutti quei mezzi di soccorso che circondavano la palazzina.

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