Miracolo Carpi, dall’Alma alla A

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fano, 4 maggio 2015 - GIÙ IL CAPPELLO. Nel miracolo del Carpi approdato in Serie A c’è un pezzo del nostro territorio. Un mattone importante nella promozione del club biancorosso è stato messo dall’urbinate Giuseppe Pompilio. All’ex diesse dell’Alma, che da due anni ricopre il ruolo di direttore con mansioni di responsabile area scouting del club emiliano, vanno riconosciuti non pochi meriti. Dietro ad alcune intuizioni del dg Cristiano Giuntoli, principale artefice di questo storico successo, c’è la firma di Pompilio. Sempre presente al fianco della squadra ad ogni allenamento e partita. Una presenza costante a Milano nelle sessioni di calciomercato. Attento ai giovani delle categorie inferiori, ha saputo trovare i profili giusti da lanciare prendendoli a cifre modeste.

Tanto l’affetto manifestato a Pompilio, come dimostra la sua pagina Facebook, presa d’assalto dai messaggi di congratulazioni di amici, parenti, colleghi e studenti dell’Università di Urbino, dove insegna alla Facoltà di Scienze motorie. «E’ stato fatto qualcosa di straordinario – commenta il calabrese, marchigiano d’adozione – nessuno ad inizio campionato pensava che saremmo riusciti ad arrivare così lontano. Ancora faccio fatica a crederci». Se è vero che in pochi ci avrebbero scommesso, è altrettanto vero che il trionfo ha radici lontane. Un modello virtuoso quello del sodalizio biancorosso che con un budget ridotto, ha puntato tutto sulle idee.

«C’è una società solida – sottolinea Pompilio – composta da imprenditori lungimiranti che hanno saputo programmare, disegnando un progetto vincente. Il resto lo hanno fatti i ragazzi, davvero eccezionali, lo staff tecnico guidato dall’abile Fabrizio Castori, lo staff dirigenziale e tutti i collaboratori che lavorano silenziosamente ogni giorno con dedizione. Siamo una grande famiglia in cui c’è umiltà e tutto viene svolto con il sorriso. E’ più facile lavorare con questi presupposti».

UN MERITO particolare Pompilio lo attribuisce al direttore Giuntoli. «E’ un fuoriclasse. Vive per questo lavoro ed è uno che sta sul pezzo. Non gli sfugge nulla».

La parabola di Pompilio parte dall’Alma Fano, di cui è stato direttore sportivo per anni.

«A Fano e ai fanesi sono legato da un rapporto speciale, non a caso ci vivo da diversi anni. La mia carriera da dirigente è iniziata proprio nel club granata, a cui mi lega un affetto particolare perché lì ho avuto l’occasione di imparare e crescere tanto. Quei ricordi me li porterò per sempre dentro».

Dediche? «Alla mia famiglia, alla mia compagna Vittoria e ad un angelo che si chiama Giuseppe volato in cielo». Il Carpi vola in serie A, Pompilio entra nel gotha del calcio. Applausi. Ed è solo l’inizio.

 



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