Mobili, patto per rilanciare il settore

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 30 marzo 2016 – Non siamo alla respirazione bocca a bocca, ma poco ci manca. Il settore dell’arredamento, che da anni è in gravissimi crisi per il crollo soprattutto del mercato interno, ora cerca di invertire la rotta attraverso un accordo, firmato ieri in Ancona, per far scattare un progetto pilota per il settore. A firmare davanti ad un tavolo, l’assessora regionale Manuela Bora, il vicedirettore generale di Federlegno Arredo Sebastiano Cerullo, il presidente di Confindustria Marche Bruno Bucciarelli e l’imprenditore di Federlegno Arredo Alberto Scavolini, per il quale «l’intesa è l’inizio di un percorso felice che risponde con una adeguata cabina di regia alla domanda di come si possa concretamente rilanciare il settore».

Nella sostanza l’accordo, che si avvarrà di volta in volta di finanziamenti europei, prevede l’aumento delle capacità di aggregazioni in rete delle piccole e medie imprese e del loro collagamento con le università e i centri di ricerca. L’assessore Bora dice: «Un progetto che ingloba a 360 gradi il sistemare abitare coinvolgendo i produttori e assecondando le loro richieste per mettere in atto politiche e progetti condivisi, che stimolino la crescita del settore e che attraggano finanziamenti e investimenti».

La parola d’ordine del progetto è: potezniare la ricerca, il design, la qualità, l’internazionalizzazione e la crescita del capitale umano. Siamo ormai al bocca a bocca per il settore, perché il vicedirettore generale di Federlegno-Arredo ha messo sul tavolo le cifre: il comporto dal 2007 al 1014 ha visto una diminuzione del 39% dei consumi interni, del 33% dei fatturati, di oltre il 12% per numero di imprese e degli addetti e le esportazioni sono calate del 13,1%. Nello specifico marchigiano, che nel concreto vuol dire il distretto di Pesaro, la regione è la sesta potenza italiana del settore nell esportazioni ed assorbe il 5,7% di tutti gli occupati. Dato che sale al 19,5% di quelli impiegati nel manifatturiero. La parola d’ordine per tutti è una sola: esportazioni, ma per superare la concorrenza, occorre superare il sistema basato sui bassi costi della manodopera.

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