Mombaroccio, due passi verso la fusione

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 5 ottobre 2015 – Pesaroccio, avanti tutta: con i voti favorevoli di entrambi le maggioranze consigliari le delibere di proposta di legge per la fusione per incorporazione tra Pesaro e Mombaroccio approvate oggi (5 ottobre) tornano in Regione.

Il prossimo appuntamento con le rispettive popolazioni saranno le votazioni referendarie previste per i primi di dicembre, dopo almeno 45 giorni di campagna informativa. Tra le novità a Pesaro a maggioranza, sono passati anche due emendamenti (Fraternali-Perugini): «Le elezioni (del municipio, ndr) si convocano entro tre mesi dall’approvazione del nuovo statuto». Inoltre: «Le modifiche dello statuto che riguardano il municipio di Mombaroccio sono soggette al parere preventivo vincolante del consiglio municipale».

A Mombaroccio invece la minoranza non è riuscita a far rimandare il Consiglio comunale, nonostante le 508 firme siglate da altrettanti mombaroccesi favorevoli a rallentare l’iter istitutivo individuato dalla Regione su richiesta dei sindaci Vichi e Ricci e per questo richiedenti di anticipare a subito il referendum che altrimenti andrebbe a dicembre. «Faremo ricorso» ha detto il consigliere comunale di minoranza Emanuele Petrucci. Del resto che la giornata politico amministrativa oggi sarebbe stata lunga si è visto dal mattino quando a Mombaroccio alle ore 9 sono state depositate in Comune le 508 firme, raccolte dai consiglieri di minoranza e il supporto del Comitato cittadino «Vogliamo vivere a Mombaroccio da Mombaroccesi», per anticipare il referendum.

Nel pomeriggio, il sindaco Angelo Vichi, ha confermato l’ordine del giorno e ha spiegato le ragioni per cui il referendum non verrà anticipato: «Seguiamo l’iter normativo regionale che dispone il referendum dopo l’avvio dell’iter istitutivo. Per cui nessuna indifferenza per i cittadini di Mombaroccio. Il referendum si farà. Tra l’altro adesso non si potrebbe fare perché non abbiamo nemmeno il regolamento». E’ chiaro che la minoranza, dopo aver spiegato le ragioni di assoluta contrarietà a quanto la maggioranza stesse validando ha abbandonato la sala consiliare. «508 cittadini si sono espressi per avere voce in capitolo prima dell’iter istitutivo – ha detto il capogruppo di minoranza Massimo Muratori –. Non hanno voluto ascoltarci e rallentare. Che se lo votino da soli l’ordine del giorno. Noi non ci stiamo».

Detto fatto. La minoranza, insieme al pubblico presente, è uscita dalla sala, lasciando la maggioranza a terminare i lavori. Dibattito acceso anche a Pesaro dove con il parere favorevole del consiglio comunale è stata approvata la proposta di legge regionale sulla fusione Pesaro-Mombaroccio (voto contrario dell’opposizione; a favore Remo Giacchi di Forza Italia). Bettini (Fi): «Certi ideali non si comprano e non si vendono. Sono contrario alla fusione. Non si può cancellare la storia e l’autonomia di un Comune con mille anime. Non voglio rendermi complice di una compravendita». Francesca Fraternali (Pd): «La sfida va raccolta, non c’è nessun mercimonio di identità né di persone. L’unico lato negativo è volerla buttare solo in polemica. Dare una possibilità in più a Mombaroccio è un dovere».

Giovanni Dallasta (Siamo Pesaro): «Si parla di un nuovo Comune e di un nuovo Statuto: in realtà non sarà così. La verità è che il Comune di Mombaroccio cederà a Pesaro tutti i suoi beni». Fabrizio Pazzaglia. (M5S): «La scelta è dei cittadini, che vanno informati preventivamente. La società e l’appartenenza a un territorio sono la base». Delle Noci: «La fusione non è un ‘dare contro avere’. Si tratta di un percorso, che mantiene identità e storia, tutelate dal parere vincolante del municipio. Le leggi in vigore danno incentivi, compreso lo sblocco del patto».

Sottolinea Matteo Ricci: «Una parte dell’opposizione la sta buttando in politica, lavora perché l’operazione non riesca. Sono terrorizzati dagli investimenti che si possono fare, guardano a prendere un voto in più e vogliono le buche nelle strade. Poi parlano di scuole e palazzi comunali da sistemare». Incalza: «Si può essere non faziosi su un obiettivo istituzionale? Basta strumentalità. Per Urbino-Tavoleto si sta facendo la stessa cosa. In quel caso le parti politiche sono invertite, ma all’opposizione di Urbino (Pd, ndr) ho detto di votare a favore. Perché parliamo delle nostre città, ma qui pur di fare un dispetto alla moglie ci si castra. La legge è scritta chiaramente. Tutti i pareri sul patto ci hanno dato garanzie: semmai bisognerebbe favorire la cosa, non lavorare contro. Lo sblocco del patto per 5 anni fa schifo? Un milione e mezzo all’anno per 10 anni dallo Stato fanno schifo? Parte dell’opposizione continuerà con gli esposti, i rinvii e le richieste di pareri. Ma questa, per me, è pessima politica». Pazzaglia (M5S): «Al sindaco dà fastidio la nostra presenza. Non vogliamo fare dispetti ma essere coscienti di quello che si vota, studiare e informarci. I soldi non fanno schifo a nessuno. Fa schifo, invece, vedere come vengono spesi».

s.v.r.

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