Monaldi: i dipendenti rischiano di dover restituire gli anticipi ricevuti

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Petritoli, 10 gennaio 2015 – Un’odissea senza fine, quella degli ex lavoratori dell’azienda Agroalimentare Fratelli Monaldi di Valmir. Alla scadenza dell’anticipo di cassa integrazione concesso dalle banche, rischiano la bocciatura del decreto da parte del ministero del lavoro e di dover restituire le mensilità ricevute fino ad oggi.

Andiamo per ordine. La cassa integrazione per i circa 50 lavoratori venne concordata nello scorso mese di giugno sulla base di una concreta manifestazione d’interesse d’acquisto dell’Agroalimentare da parte della Monaldi Italia. A seguito dell’accordo tra Regione Marche, alcuni istituti bancari e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, per sopperire alle esigenze degli ex lavoratori privi di introito economico in attesa dell’approvazione ministeriale della cassa integrazione, le banche hanno anticipato otto mensilità (ognuna da 800 euro per dipendente), così come stabilito per un tempo massimo di otto mesi e per un totale di 6mila e 400 euro. Fino ad oggi, però, nessun accordo ufficiale di vendita e acquisto è stato raggiunto tra l’Agroalimentare Fratelli Monaldi e la Monaldi Italia.

Proprio sullo stato di avanzamento di questa manifestazione d’interesse, le cui trattative proseguono da mesi, il Ministero ha chiesto di essere aggiornato prima di emanare il decreto di cassa integrazione. Sembrerebbe che la nota ministeriale sia stata inviata tramite posta elettronica certificata all’Agroalimentare nei primi giorni di dicembre, ma che sia arrivata sul tavolo del curatore fallimentare, Andrea Mattiozzi, solo l’altro ieri.

Si apre, a questo punto, uno scenario nuovo e seriamente preoccupante per gli ex lavoratori poiché non ci sono novità sulla compravendita da comunicare al Ministero. La speranza a questo punto, è che sia sufficiente che la manifestazione d’interesse da parte della Monaldi Italia è ancora in piedi e la trattativa va avanti. Al contrario, gli ex lavoratori rischierebbero di perdere l’anno di cassa integrazione richiesto e chi ha usufruito dell’anticipo di cassa, attraverso le banche, addirittura di essere oggetto di rivalsa da parte degli istituti di credito e di dover restituire la somma.

Paola Pieragostini



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