Monte Urano, il benzinaio rapinato: «La scarica mi ha intontito e non sono riuscito a difendere il borsello»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Monte Urano (Fermo), 10 maggio 2015 - «Paura? No, solo tanta rabbia perché alla fine erano riusciti a portarsi via il borsello con i soldi»: il giorno dopo l’aggressione da parte di due balordi che lo hanno neutralizzato con una scarica della pistola elettrica taser, Stefano Bottoni, 24 anni, sta già meglio e ha fatto una capatina alla stazione Esso, sulla Mezzina, dove lavora e che venerdì sera è stata al centro della rapina, finita con l’immediato arresto dei due autori da parte dei carabinieri.

«Niki Millevolte, il titolare, mi sta telefonando in continuazione per sapere come sto, quindi ho pensato di venire qui così mi vede e si tranquillizza – dice Bottoni -. Stavo chiudendo e, quando ho visto l’auto che si stava avvicinando, mi sono accostato per avvertire che ormai il rifornimento di metano era chiuso. E’ accaduto tutto in pochi attimi: l’uomo è sceso, mi ha quasi abbracciato e mi ha puntato quella specie di rasoio elettrico, alla base della schiena. Una scarica che mi ha intontito, sono caduto a terra in ginocchio (e mostra le contusioni dei gomiti dovute alla caduta, ndr) e vedevo la ragazza che cercava di sfilarmi dal collo, il borsello con l’incasso».

Bottoni ha cercato di difenderlo e non ricorda se è stato lui, ancora intontito, a lasciare la presa del borsello. «Ho cercato di recuperarlo quasi gattonando, non riuscendo ad alzarmi in piedi del tutto. Sono salito in auto, ma nella foga la chiave mi si è spezzata». Non ha visto in faccia il suo aggressore «perché aveva una felpa nera con il cappuccio tirato su. Ho solo notato la carnagione scura». La ragazza, invece, si è presentata a volto scoperto: «Era spaventata e quasi piangeva, mentre mi portava via il borsello. Secondo me, erano al primo colpo».

È stata la prima aggressione subìta anche per lui che, dopo il periodo di prova, sarà presto assunto da Millevolte. «A questo punto lo devo fare per forza – scherza il titolare della stazione –, è un eroe». Poi, tornando serio e preoccupato, racconta: «Mi è rimasta impressa la scena di lui che, nonostante stesse a terra, difendeva l’incasso. Millevolte era poco distante. «Appena ho visto Stefano stramazzare a terra, sono accorso, ma erano già risaliti in macchina. Ho rischiato di farmi investire nel tentativo di bloccarli. Ho dato calci all’auto e allo specchietto sperando di spaccare il vetro».

I carabinieri sono arrivati a tempo di record e si sono messi all’inseguimento dei rapinatori: «Forse i due hanno notato che avevo preso la targa – prosegue Millevolte – fatto sta che devono aver cercato di cambiare auto, nei pressi dell’altro rifornimento sulla Mezzina (in territorio di Sant’Elpidio)».

I carabinieri hanno così bloccato i rapinatori e recuperato il maltolto. Tantissime le espressioni di solidarietà ricevute da Millevolte e dal dipendente Bottoni: «Ma qui non siamo padrone e dipendenti – ci corregge Millevolte – dopo 9 ore trascorse insieme tutti i giorni, siamo soprattutto amici».

 

 



LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente Caos rifiuti in centro e periferia, e i sacchetti restano lì per giorni Successivo Ascoli, la Camera di Commercio sbarca in Mozambico coi prodotti piceni