Montecorsaro, bagno di folla per Giancarlo Giannini

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Montecorsaro (Civitanova), 26 luglio 2015 – Un bagno di folla a Montecosaro, per salutare Giancarlo Giannini, il protagonista di tanti film di grande successo. Il «Pasqualino Settebellezze», che ai suoi tempi aveva riempito le sale cinematografiche di tutta Italia, ha riempito anche il Borgo d’ Italia. Era lui l’ ospite del Museo «Cinema a Pennello», che appena un mese fa aveva ricevuto la visita di un altro mostro sacro della cinematografia nazionale, Carlo Verdone, e per il quale, lo scorso anno, si era scomodata, direttamente da Parigi, una certa Claudia Cardinale.

Giannini si è presentato quasi con un’ ora di ritardo all’ appuntamento, ma nessuna colpa per questo. Lui, infatti, viaggia in treno, è sceso alla stazione di Ancona da dove lo hanno prelevato alcuni collaboratori di Paolino Marinozzi, il guru del Museo «Cinema a Pennello» e del Centro del collezionismo. Il ritardo di Giannini è stato subito perdonato dalla folla che l’attendeva dinanzi a Palazzo Marinozzi: centinatia di persone provenienti anche dai centri vicini, né mancavano i turisti che hanno approfittato dell’ occasione per conoscerlo di persona e visitare il Centro del Collezionismo e il Museo Cinema a Pennello. Paolino, infatti, non fa sconti a nessuno e nessuno, peraltro, si rifiuta di lasciare un caro cimelio che resti nella storia e sia alla vista di tutti.

Anche Giannini non si è sottratto all’incombenza, per cui chi vuol vedere il famoso berretto da lui portato in «Pasqualino Settebellezze» non deve far altro che visitare il Museo ed ammirare lì l’ originale. In aggiunta, ha portato anche il libro «Stasera mi butto», poi tradotto il film da lui interpretato. La sua reazione di fronte ai bozzetti realizzati a mano da veri artisti del disegno è stata di entusiasmo e quasi incredulità. L’attore ha visitato con interesse le stanze soffermandosi a lungo sui bozzetti. «Sbalorditivo – ha commentato – un conto è vederli in un catalogo e un altro dal vivo. Straordinario». Poi gli autografi: nell’ultima stanza del museo, penna in mano, ha atteso gli intervenuti che a gruppi di 25 venivano a visitarlo.

 

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