Morìa di negozi al Civita Center. "Viavai di nomadi in galleria"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche (Macerata), 7 dicembre 2014 - Fino a domani il Civita Center ospita Radia & Elettro Expo, la fiera dell’elettronica, nello spazio dove un tempo si ergevano gli scaffali dell’Iper. Da aprile, infatti, il grande supermercato si è spostato al Cuore Adriatico, il nuovo centro commerciale costruito lì vicino. E per il Civita Center sono iniziate le difficoltà. Per fortuna ci sono le fiere che riescono ad attirare visitatori che ne approfittano per dare un’occhiata anche alle poche serrande rimaste ancora alzate. Perché nei restanti giorni la situazione è spettrale.

Di una ventina di attività agli albori ne rimangono al momento cinque compreso il ristorante, l’ultimo spazio commerciale aperto al secondo piano. «Fino a domenica scorsa al piano di sopra c’era anche il negozio d’abbigliamento “Motivi” – spiega una commessa –, ma è andato via anche quello. È desolante, tanto che il negozio dove lavoro chiuderà il 31 gennaio, quando scadrà il contratto. Stiamo aspettando. Il rischio per molte commesse è quello di venire licenziate o, se l’attività ha un marchio, di essere trasferite in un altro punto vendita. Ma se hai una famiglia e ti trovi costretta a spostarti a Chieti o a Bologna come fai? C’è chi è nel panico più totale».

Il futuro del Civita Center? «Ci sono tante voci – prosegue la commessa –, che si rincorrono da quando si è spostato l’Iper. Si parlava dell’ingresso in galleria di uno store di una grande catena d’arredamento, poi dello spostamento da Casette d’Ete del Castagno. C’è chi diceva di trattative con l’Eurospin, la Coop e altro. Ma a dicembre ancora non sappiamo nulla. E gli incassi sono pochi». «Siamo agli sgoccioli – osservano in uno dei negozi –, sono rimasti cinque spazi, di cui un brand è quello della proprietà. Non ci dicono nulla, tanto che i franchising vogliono chiudere quanto prima. La mia azienda voleva aspettare, perché si vociferava l’intenzione di creare qui un grande outlet. Ma non si sta concretizzando niente. È nato il Cuore Adriatico e sia la vecchia che la nuova amministrazione non si sono mosse per evitare un doppione, mettendo in crisi le attività che già lavoravano al Civita Center». E le difficoltà sono cresciute. «Siamo senza aria condizionata – conclude – e iniziamo a sentire freddo. Le aziende mandano lettere alla proprietà che riaccende un giorno i riscaldamenti e li spegne quello dopo. Non c’è rispetto per chi vorrebbe lavorare. La sera poi, andando al parcheggio, è tutto buio e vuoto e ci sono spesso rom che vengono a gironzolare in galleria e a lavarsi nei bagni della struttura. Non ci si sente al sicuro».



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