Morta a Siviglia, la ragazza era andata all’ospedale il giorno prima

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 22 dicembre 2015 – «Chiara si è sentita male il giorno prima di morire. L’amico ha raccontato di averla accompagnata al pronto soccorso, dove le avrebbero dato un antibiotico. Poi sono tornati a casa». È quanto ha saputo l’avvocato Matteo Murgo, legale della famiglia Scirpoli, al quale i genitori e la sorella della 23enne morta in Spagna si sono rivolti per far luce su quanto accaduto nella notte tra sabato 12 e domenica 13 dicembre, mattina in cui la ragazza era ormai senza vita.

Emergono nuovi elementi nella ricostruzione dei fatti, ma ancora non è stato depositato l’esposto in Procura (era previsto per ieri mattina). «Ci serve tempo – dice Murgo – per costuire e presentare un atto completo, fornendo dati oggettivi e e concreti. Stiamo cercando di assemblare frammenti di racconti. L’amico di Chiara, che si trovava con lei la notte in cui è morta, si contraddice. Sembra sia stato ascoltato anche dal console a Siviglia». Comunque, il ragazzo in questione è rientrato a Macerata. Ma resta, tuttora, il giallo dei soccorsi.

«Non si sa quando esattamente la ragazza sia stata portata in ospedale dopo il decesso – dice l’avvocato –. A oggi, non conosciamo la causale della morte». Così come resta il buco nero di quei due giorni, in cui i familiari non hanno avuto notizie della morte di Chiara. Intanto, emerge che il giorno della partenza per Siviglia, la ragazza è stata accompagnata dai familiari a casa dell’amico, lo stesso con cui era in quella casa in Spagna quando è morta. Sono partiti con il pullman per Roma (con un cambio a San Benedetto), poi dalla capitale hanno preso un volo per Siviglia.

La mamma di Chiara ha sentito regolarmente la figlia. Una volta, è stata anche chiamata da Chiara dal cellulare dell’amico. Ora si dovrà procedere a incrociare i dati delle utenze. E poi, c’è da ricostruire cos’è successo quella notte. «L’amico – continua il legale – racconta di averla trovata morta la mattina quando è andato nella sua stanza, ma un testimone dice che i due hanno invece dormito insieme e che il giorno prima li aveva sentiti litigare. Sempre il testimone racconta di aver sentito poi dei gemiti la notte, ma affacciandosi alla porta ha visto solo l’amico, non Chiara. L’amico gli ha detto che era tutto a posto e di andare a dormire».

«L’abbiamo sepolta stamattina (ieri, ndr). Siamo distrutti dal dolore». Così dice un parente stretto della famiglia Scirpoli. I genitori, Francesco e Raffaella, e la sorella, Valentina, non riescono a parlare. Chiusi nella profonda sofferenza per la perdita della loro piccola, i familiari hanno solo la forza di specificare che la telefonata da Siviglia che li ha informati del decesso non è arrivata alla zia, ma alla madre di Chiara.

«Anche noi continuiamo a non sapere niente di quanto accaduto – spiegano i parenti –, né del motivo di tanto ritardo nell’avvisarci». I genitori e la sorella di Chiara vogliono la verità. Vogliono capire cos’è successo quella notte nella casa occupata di calle Rojas Zorrilla nel capoluogo andaluso. Nel frattempo, viene svelato il mistero del messaggio che qualcuno aveva lasciato nella segreteria del cellulare della madre. «So informazioni che potrebbero esservi utili», diceva la voce. «E invece – specifica il legale –, si trattava di un direttore sanitario che si proponeva per effettuare il trasporto della salma dalla Spagna in Italia. Ecco tutto».

 

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