Morto a 15 anni, lo strazio degli amici di Nicola

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 11 marzo 2016 –  «Ho visto tutta la scena sfortunatamente, ero lì. Sto abbastanza bene fisicamente ma per il resto no. Io e Nicola ci conoscevamo da otto anni. Stavamo tornando dal centro di Osimo, non ce la faccio a raccontare».

Poche parole e poi la strozzatura in lacrime. Uno dei due 16enni osimani che era in sella allo scooter davanti al coetaneo Nicola Solustri non osa dire di più. Ha visto morire il suo amico martedì sera in quel terribile incidente stradale lungo la Montefanese a Osimo, a due passi da casa, e non riesce a esprimere a parole il dolore.

Ci racconta della veglia di preghiera dell’altra sera nella chiesa di Passatempo cui hanno preso parte decine di persone, ancora una volta a piangere un loro giovanissimo «figlio».

Distrutti la madre Fabiola Giaconi e il padre Andrea che ieri ha postato su Facebook la foto dello striscione di cordoglio che i compagni di classe del figlio hanno appeso a scuola.

L’autopsia sul corpo del ragazzo è slittata a stamattina all’obitorio di Torrette. I funerali si terranno domani pomeriggio alle 15 ma non nella chiesa della frazione in via Don Bosco, sarebbe troppo piccola per contenere tutti.

La cerimonia funebre avrà luogo al duomo di San Leopardo. Solustri sarebbe morto per la frattura dell’osso del collo nell’urto con la Ssang Yong che sopraggiungeva nell’altra corsia, invasa dal giovane per evitare di finire addosso ai compagni che un attimo prima hanno tamponato la Ford Fiesta davanti a loro. Sarà però l’esito dell’esame autoptico a fugare ogni dubbio.

ALL’ALBERGHIERO Einstein-Nebbia di Loreto che il 16enne frequentava è ancora lutto e nel frattempo anche tutto il mondo sportivo si è unito al dolore: «L’Us Ancona 1905 esprime il suo profondo cordoglio per la prematura scomparsa di Nicola. Il ragazzo era un giovane e promettente portiere della squadra allievi della Passatempese», scrivono dalla società.

La bacheca del profilo Facebook del ragazzo è diventata un compendio di messaggi strazianti e di foto di Nicola da piccolo mentre giocava o intento, già adolescente, a calciare il pallone su un campo da calcio.

«Non riesco ancora a credere che non potrò più urlare ‘Solustro’ e correrti incontro per salutarti lungo il corridoio della scuola», scrive Minoza E., cui si aggiunge il ricordo di Ans: «Il mio rimorso più grande è non aver trascorso quei cinque minuti in più con te per dirti che ti voglio bene ma di certo non sarà questa distanza a separarci».

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