Morto Mario Cruciani, il piccolo partigiano

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli, 15 maggio 2015 - IL PICENO è in lutto per la scomparsa di Mario Cruciani, meglio conosciuto come il ‘piccolo partigiano’. Con lui, se ne va un pezzo di storia per Ascoli e per tutta la provincia, nonché per il suo paese nativo, Roccafluvione, dove ieri si è svolto il funerale. Cruciani è morto mercoledì sera, a 89 anni, a causa di un tumore che ormai lo perseguitava da parecchio tempo ma che, proprio per la sua grinta e la sua tenacia, non era ancora riuscito a sconfiggerlo.

Sempre presente alle celebrazioni per il 25 aprile a colle San Marco, lo avevamo intervistato sia lo scorso anno che nel 2013, con il ‘piccolo partigiano’ che non si stancava mai di rivivere le sue avventure e ricordare la sofferenza vissuta in prima persona, avendo contribuito direttamente alla liberazione del territorio dai fascisti. «Ogni volta che ripenso a ciò che ho vissuto mi viene da piangere – raccontava Cruciani il 25 aprile del 2014 –. D’altronde, mi sono salvato davvero per un soffio, perché i tedeschi mi stavano per uccidere».

Nel 1944, infatti, il partigiano ascolano venne catturato e fu sottoposto a molte sevizie. Rimase prigioniero per oltre un mese, quando una mattina i nemici decisero di sparargli. Proprio un istante prima che il comandante della truppa tedesca gridasse ‘fuoco’, però, Cruciani riuscì a scappare e rifugiarsi all’Ascesa dei Rustici, una località che si trova vicino Amandola.

«Io sono sempre più orgoglioso di essere stato un partigiano – ribadiva quest’ultimo un anno fa – anche perché è grazie al nostro impegno che Ascoli può vantare la medaglia d’oro al valor militare». A ricordarlo, ieri pomeriggio, al termine del funerale che si è concluso con i rappresentanti dell’Anpi che intonavano ‘Bella Ciao’, è stato il presidente provinciale della stessa associazione, William Scalabroni. «Mario era un comunista ‘vecchio stampo’: i giovani che devono trarre grandi insegnamenti dalla sua vita – ha detto, commosso, Scalabroni – Nonostante l’avanzare dell’età e della malattia, restava sempre convinto delle sue idee e non lo dimenticheremo mai». Cruciani, vedovo da qualche anno, lascia la sorella Rita, alla quale vanno le più sincere condoglianze anche dal Carlino.



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