Mostra dedicata alla satira, studentessa: "Ma hanno tolto la mia vignetta sulla Chiesa"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 30 aprile 2015 – «La scuola dovrebbe insegnare a pensare, e non insegnare un pensiero». Così recita una massima, che Sofia Corsi, al quinto anno del Liceo artistico, ha scelto per la sua pagina Facebook Corsibuck 2.0, dove espone i disegni. Ed è proprio un disegno a essere al centro della contesa, che vede protagonisti da una parte i ragazzi dell’Istituto d’arte e dall’altra qualche professore che, stando a quanto dicono gli studenti, «si sarebbe sentito offeso da ciò che vi era rappresentato». Un prete con la Bibbia in mano vomita nella testa di una ragazza: il tema, satirico, rientrerebbe nell’argomento della mostra dedicata a Gabriele Galantara (Montelupone 1867 – Roma 1937), giornalista e disegnatore, esposta in questi giorni nella scuola.

«Ma il disegno, dopo essere rimasto appeso qualche giorno, è stato rimosso – racconta Corsi –, con grande stupore da parte di noi studenti. Avevamo fatto anche un’assemblea d’istituto sulle vignette satiriche, dove si era dato un gran risalto alla satira come libertà d’espressione. Non era mia intenzione offendere nessuno, ho partecipato perché mi piace molto il tema scelto per la mostra e perché amo disegnare, sogno di fare l’illustratrice. La satira è questo, è provocazione attraverso cui si comunica un messaggio. Uno degli ospiti venuto all’assemblea si è anche complimentato con me, sia per la tecnica utilizzata sia per l’immediatezza del significato. Mi dispiace se qualcuno si è sentito offeso, o l’ha ritenuto troppo provocatorio». L’ideatrice del disegno aveva un intento ben preciso, «rappresentare quella che nella vita ho sempre sentito come una forzatura delle coscienze e dei comportamenti da parte della Chiesa – continua Corsi –, la quale, mettendo paletti, costringe l’individuo entro certi schemi, che non necessariamente sono giusti. Quand’ero piccola, ascoltavo quello che mi dicevano i genitori e gli insegnamenti del catechismo, ora sono cresciuta e penso con la mia testa».

«L’illustrazione è stata portata via solo per una questione tecnica e nel giro di pochi giorni verrà rimessa al suo posto – spiega Ermenegildo Pannocchia, vicepreside dell’Istituto d’arte e responsabile immagine della mostra –. È stata rimossa perché non del tutto idonea al tema, ma non si tratta assolutamente di una censura. E se qualche lamentela c’è stata, sarà perché la satira, di per sé, è piuttosto pesante».

E su Corsibuck intanto, sotto il post con il disegno in questione, si susseguono i commenti dei ragazzi: «Mi sa che ai professori non è tanto chiaro il senso delle parole satira e libertà d’espressione», «i professori dovrebbero sapere che la scuola è laica», «abbiamo fatto un’assemblea sulla satira dicendo che è un genere di letteratura comico, sarcastico ed è anche una grande dimostrazione, la più alta espressione, di libertà. E poi? I professori si sentono offesi».



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