Mostra di pittura sul Cinquecento a Matelica, ritrovata una grande opera

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Altra grande scoperta durante i preparativi della mostra “Lorenzo de Carris e i pittori eccentrici nelle Marche all’inizio del Cinquecento”. Ritrovata un’opera proveniente in origine dal Duomo di Treia

La mostra del Museo Piersanti del 2016, dedicata a Lorenzo di Giovanni de Carris detto il Giuda, sarà l’occasione per presentare al grande pubblico e alla comunità degli studi la figura del pittore matelicese e degli artisti a lui contemporanei.
In mostra, quindi, ci saranno opere provenienti da collezioni pubbliche e private che testimonieranno la pittura del Cinquecento nelle Marche. Uno di questi, tra i più interessanti, è Antonio da Faenza, pittore e architetto che lavorò tra Marche, Umbria e Lazio e che sia nelle opere pittoriche che in quelle di architettura ha portato una fortissima impronta romana acquisita nei cantieri vaticani, negli anni di Bramante, Michelangelo e poi Raffaello.
Durante gli studi per la preparazione della mostra sono stati ritrovati in una raffinatissima e importante collezione privata dei dipinti proprio di questo pittore. In cinque tavole oggi separate, ma in origine unite in un unico scalino, sono rappresentate le storie della Vergine.
Gli studiosi hanno riconosciuto le opere come tutte appartenenti alla predella della Madonna col Bambino e santi del Duomo di Treia.
Nel percorso del pittore l’opera è molto importante perché testimonia l’attenzione di Antonio da Faenza alle opere marchigiane di Lorenzo Lotto, il grande pittore veneto che seppe rinnovare il Rinascimento marchigiano.
La base della cornice originale, considerata perduta e di cui non si aveva più traccia, ora è stata ritrovata e verrà esposta in maniera del tutto eccezionale a Matelica a partire dal 24 di giugno.
Moltissime sono le scoperte, le nuove attribuzioni e le puntualizzazioni critiche avvenute durante gli studi per questo evento espositivo che saranno esposte nel catalogo scientifico che è in preparazione.

COMUNICATO STAMPA

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