Multato 16enne per l’alcol, un genitore: «Il ricorso? Ma punisca suo figlio invece»

IL BORGHIGIANO 2013

movida

Un lettore scrive al padre che ha contestato la sanzione anti movida

— SENIGALLIA — IL RESTO DEL CARLINO
«CARO GENITORE, anche io sono genitore e ho letto sul Carlino che lei è ricorso al giudice di pace contro la multa di 50 euro che i vigili le hanno fatto per aver trovato suo figlio sedicenne con una bottiglia di vodka nello zaino. E non le sembra questa una buona occasione invece per dare un ceffone a suo figlio e parlargli per fargli capire che l’alcol fa male?»
Così Corrado Canafoglia, cittadino e papà, è intervenuto sulla vicenda riportata sabato su queste pagine del ricorso contro la multa anti alcol. Il genitore cita peraltro la morte di Francesco Saccinto, che a 15 anni è stato ucciso proprio dall’ebbrezza di un uomo che si è messo alla guida ubriaco e l’ha travolto e ammazzato con il suo furgone. Dura la lettera di Canafoglia: «Mi auguro che lei stia contestando il fatto che suo figlio 16enne girasse con una bottiglia di vodka da bere liberamente. Altri argomenti mi appaiono altrimenti difficili da capire. In questi giorni — racconta ancora il papà — ho prima vegliato in camera mortuaria e poi accompagnato al cimitero Francesco Saccinto, un ragazzo che avrebbe compiuto 15 anni domenica prossima. Il motivo? Glielo dico subito: un signore, se così si può definire, ha ritenuto bene di guidare con un tasso alcolico elevatissimo, e quindi travolgerlo e lasciarlo esanime sul ciglio di una strada. Se questo episodio non bastasse a ricordarle la pericolosità dell’alcol le ricordo alcuni dati: negli incidenti stradali in Italia in media muoiono 3mila persone l’anno, 300mila l’anno restano ferite di cui 20mila restano disabili. Spesso causa di tale carneficina è proprio l’assunzione di alcool. Ritengo che questi siano validi motivi per pensare al suo ricorso ed alla vodka nello zaino di suo figlio. Credo che ognuno di noi — continua Canafoglia — soprattutto noi genitori, debba riflettere sui comportamenti autolesionisti dei nostri figli e ricordarci dei nostri obblighi educativi.
Forse è opportuno che suo figlio pianga oggi, perché lei lo ha punito per la vodka piuttosto che domani piangere in una chiesa piena di ragazzi in lacrime di fronte alla bara di un loro compagno.Rifletta insieme a me, magari ritiri quel ricorso, parli con suo figlio e faccia lui capire che ci si può divertire anche senza sballarsi e senza bere vodka. Mi permetto di invitarla domenica a Corinaldo, dove con i genitori di Francesco e i suoi amici festeggeremo quel compleanno al quale il Saccio (così lo chiamavano) non potrà soffiare sulle candeline della sua torta, ma resterà dentro di noi con quel sorriso che stregava. Venga con suo figlio e forse parlando con gli amici suo figlio potrà meglio capire che non c’è bisogno di vodka per divertirsi.
Mi scusi veramente la licenza che mi sono preso nei suoi confronti — conclude il genitore —, ma spero che capirà il mio stato d’animo di fronte alla sua azione giudiziaria, ma soprattutto al messaggio devastante che essa produce».

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