Muore d’infarto mentre è al volante. Auto contro cipresso

Fiastra tragico incidente. Vivi per miracolo moglie, suocera e figlio piccolo

 

di ben.i.

Muore d’infarto mentre è al volante. Auto contro cipresso

Macerata, 10 giugno 2013 IL RESTO DEL CARLINO

DOVEVA essere una serena gita in famiglia. Lui, il bimbo, la moglie e la mamma di lei. Tutti insieme per un giro in macchina, direzione Fiastra. Ed è stato così fino alle 18.30. Poi, quasi all’improvviso, un malore al petto, un senso di soffocamento, le braccia che si irrigidiscono e non riescono nemmeno più a tenere saldo il volante. E l’auto che si schianta contro un albero, accartocciandosi. È finita così la vita di Andrea Zanconi, 51 anni, di Macerata. Un infarto non gli ha lasciato scampo, mentre i famigliari si sono salvati e non sono in pericolo di vita. L’uomo, intorno alle 18.30, stava percorrendo la strada comunale che dalla chiesa di San Paolo scende a Fiastra. Con lui c’erano la moglie, di nazionalità ucraina, la suocera, e il figlio, un bambino di tre anni, che sedeva nel seggiolino.

Mentre scendevano dalla chiesa l’uomo è stato colpito da un infarto: prima ha cominciato a sbandare leggermente sulla destra urtando sulla scarpata, poi l’auto — una Golf nera — è schizzata sulla sinistra, finendo la sua corsa una trentina di metri dopo, contro un grosso cipresso. Zanconi è probabilmente morto per via dell’infarto, come avrebbe attestato il medico del 118 intervenuto immediatamente sul posto. I familiari, provvidenzialmente, non hanno riportato lesioni serie. Provvidenziale, per loro, sarebbe stato proprio il grosso cipresso: se infatti l’auto avesse proseguito lungo la strada e non si fosse imbattuta nell’albero, sarebbe caduta nel precipizio sovrastante la provinciale che porta al lago. E forse le conseguenze sarebbero state ben peggiori.

I tre feriti sono stati portati con l’autoambulanza a Camerino: non versano in pericolo di vita e ieri sono stati trattenuti fino a tardi per accertamenti. Anche il bambino sta bene, malgrado lo choc: i carabinieri di Fiastra, giunti sul posto per i rilievi, si sono molto prodigati per tranquillizzare il piccolo, recuperando il ciuccio e consegnandolo alla madre per farlo calmare. Quasi sicuramente non servirà l’autopsia ma sarà sufficiente una semplice ispezione cadaverica perché i sintomi dell’infarto sono parsi evidentissimi. Il corpo è stato portato all’obitoro di Camerino, dove tuttora si trova. Andrea Zanconi viveva in centro storico a Macerata, dove lavorava come magazziniere. La sua famiglia è molto conosciuta: il fratello, Massimo, è stato per anni titolare dello storico studio di fotografia Cmr in via Trento, mentre la sorella Cinzia è la più stretta collaboratrice di Fernando Pallocchini, direttore della «Rucola».

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