Murri: «Ortopedia, il reparto ora respira: siamo passati da 4 a 7 medici»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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San Benedetto, 17 febbraio 2016 – Ore e ore di attesa, seduti o in barella, doloranti o solo rassegnati. Ortopedia può assomigliare a un inferno dantesco, non certo per demerito di chi ci lavora, ma proprio al contrario per mancanza di personale. Chiaro e semplice. Praticamente una metafora di tutti i problemi della sanità: mancanza di personale. Aggiungete la mancanza di adeguata strumentazione nei reparti, e il quadro è completo, se dovete spiegare quasi per intero ciò che non va in ospedale. I numeri: delle 14 mila prestazioni ortopediche erogate ogni anno in ambulatorio nell’intera Area Vasta 5, 12 mila avvengono all’ospedale di San Benedetto, specie per a causa dell’afflusso di turisti in estate. «Spesso si arriva da noi dopo ore di attesa al pronto soccorso, e altrettante in radiologia», spiega il dottor Filippo Murri, primario di Ortopedia all’ospedale civile, «Anni fa si è preteso di chiedere il gradimento ai pazienti. Cosa poteva venir fuori?». A quanto pare, però, la tendenza sta cambiando: «Prima eravamo quattro medici in reparto», spiega Murri, «Poi siamo diventati cinque, oggi siamo sette. Da un anno, infatti, è arrivato un medico a tempo determinato. E da alcuni mesi un secondo medico a termine, entrambi poco più che trentenni. Iniziamo almeno a respirare. Quasi non ci sembra vero. La scorsa settimana ho potuto mandare una nostra dottoressa a un convegno. Sarebbe stato impensabile in passato. E pensionamenti non ne sono previsti, almeno fino al termine del 2017, quando io stesso rifletterò su cosa fare». Non è tutto. Che sia per la recente applicazione di una direttiva dell’Unione europea in tema di orari di lavoro, o per il recupero di uno svantaggio di investimenti sanitari nel sud delle Marche, per la prima volta da anni i vertici sanitari hanno chiesto al primario di indicare il fabbisogno di personale, necessario per rispondere alle reali esigenze del reparto: «Chiederò l’arrivo di due ulteriori medici», spiega Murri, «E l’aumento dei nostri posti letto da 12 a 20. Oggi abbiamo un indice di uso dei letti del 146%. Ma i segnali sono incoraggianti. A breve avremo infatti un nuovo «amplificatore di brillanza», che è uno strumento fondamentale in sala operatoria, due trapani e altra strumentazione, oltre a qualche seduta in più in sala operatoria. Pochi anni fa si parlava di chiusura per Ortopedia in Riviera, oggi non più. Anzi, qualcosa si sta muovendo. Rispetto a cinque anni fa c’è un abisso, per quello che abbiamo fatto e i miglioramenti che ci sono stati concessi». Potendo, chiunque eviterebbe di sperimentare l’efficienza di Ortopedia. Eventuali nuove assunzioni, del resto, richiederanno ancora mesi di attesa.

Giovanni Desideri

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