Musulmana e ombrellina: "Odio gli integralismi, voglio fare la modella"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fabriano (Ancona), 11 ottobre 2015 - La storia di Hanan Mazouz (foto) svolta nel 2007, quando la ragazza ha solamente 17 anni. Con papà, mamma, la sorella maggiore e due fratelli lascia il suo paese d’origine, il Marocco, per raggiungere la località francese di Montpellier. Qui ci resta solamente poche settimane. Poi, sempre per motivi di lavoro dei genitori, si trasferisce a Fabriano, dove è costretta af affrontare dure prove, perché pochi mesi dopo il suo arrivo in città perde il padre, minato purtroppo da un male incurabile. Per questo, e insieme alla madre e alla sorella (i due fratelli sono rimasti in Francia) è costretta a rimboccarsi le maniche per aiutare la famiglia e a provare a cercarsi un lavoro per mantenersi e aiutare il resto della famiglia. «Ogni occasione va presa», è il motto della ragazza che oggi si divide tra l’impegno come barista allo storico e centralissimo ‘Caffè Posta’ e quello di donna delle pulizie da effettuare in ospedale per conto di un’impresa privata.

Tra un aperitivo per i clienti e un colpo di ramazza c’è anche spazio per cullare il sogno delle passerelle, al punto che dopo aver partecipato con successo in estate a ‘Miss Marche’, si è guadagnata un posto da ‘ombrellina’ al Trofeo Bridgestone. E con questo lavoro, unendo talento e bellezza, sulle piste di Magione e del Mugello ha già fatto la sua comparsa sul rettilineo di partenza e arrivo al fianco di moto e piloti. In cuor suo spera che questo sia solo l’inizio e che un giorno quello di modella possa diventare il suo primo mestiere, senza aver bisogno di lavorare in un bar o fare le pulizie. Perché anche una ragazza musulmana non vuole porsi limiti e – a volto scoperto e a testa alta – conta di proseguire il suo percorso tra le passerelle, portando avanti la sua passione per la moda, sfidando quei tabù religiosi che esistono ma che lei proprio non sopporta.

 

 

Hanan Mazouz, è così strano che una ragazza musulmana venga in Italia e cerchi di cullare il sogno di un futuro sulle passerelle?

«Forse lo è per voi, io non ci vedono nulla di così anomalo. E’ un settore che mi piace e non capisco perché non debba provarci pur nella consapevolezza che le difficoltà non mancano».

Ma lei è musulmana…

«La mia religione non impedisce certo di fare la modella, perché anche in Marocco esistono i concorsi di bellezza. Per capirci non è che tutte le donne della nostra terra vanno in giro con il velo o il volto coperto. Detto questo vorrei aggiungere e ammettere che non sono una grande praticante. Più che altro mi reputo una che pensa come la religione debba appartenere alla sfera intima e privata delle persone. Non può essere qualcosa di condizionante per sé stessi o ancor di più per gli altri. Il solo pensiero che tante guerre siano scoppiate con il pretesto della religione è rabbrividente».

In questo senso come si è trovata in Italia nel confrontarsi con usi e costumi diversi?

«Bene, molto bene. Meglio che in Francia dove, nel poco tempo che ci sono stata, ho notato troppi integralismi di carattere religioso. E purtroppo gli eccessi ci sono anche nel mio Paese ed in altre zone dell’Africa dove in alcuni casi sembra che chi non faccia il Ramadan o non vada a pregare tutti i giorni rischi l’emarginazione. Ripeto, questo proprio non mi piace. La religione, tutte le religioni non andrebbero ostentate così tanto».

Questi sono i giorni degli attacchi all’Isis: che ne pensa?

«Credo che l’Isis non c’entri nulla con l’Islam. Sono solo persone che usano la religione come pretesto, la strumentalizzano e la distorcono perché nel Corano mica c’è scritto che si deve uccidere».

Sogna di diventare modella e sfila come ‘ombrellina’ sui circuiti motoristici, ma al tempo stesso fa la barista e la donna delle pulizie: si sente più matura dei suoi coetanei?

«Più che altro da quando sono in Italia vedo troppi ragazzi lamentarsi. A volte mi sembra che la crisi sia una scusa per non volersi responsabilizzare. Certo che è non è semplice trovare lavoro e forse è quasi impossibile scegliersi quello preferito, ma alla fine ci si deve adeguare. Io preferisco prendere quello che il mondo ti dà e non dire mai di no, perché in ogni esperienza c’è sempre qualcosa di buono e formativo».

E le ambizioni da passerelle?

«Quelle ci sono sempre, anche se a volte mi faccio prendere dall’istinto. Per esempio quando nei mesi scorsi ero in lizza per uno dei primi posti a Miss Marche mi sono fermata sul più bello perché ho preferito andare a Roma a vedere una partita di calcio, sport di cui sono appassionata. Ma il sogno rimane grazie anche a mia madre che è una persona speciale e continua a sostenermi in tutto ciò che faccio. Per esempio proprio sulla partecipazione ai concorsi di bellezza lei non mi ha mai posto limiti o freni evitando qualunque strumentalizzazione religiosa».

Ma Fabriano non è un po’ stretta per i suoi sogni?

«Magari mi aiuta il carattere solare e allegro come pure l’essere una gran chiacchierona, però in questa realtà mi sono sùbito sentita a mio agio e continuo a stare bene. Se poi devo dirla tutta non posso negare che un giorno mi piacerebbe tanto trasferirmi a Roma o Milano. Quelle sono città di grande fascino che ti offrono moltissime opportunità specie quando si parla di spettacolo».

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